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Tuatara |
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E' uno degli ultimi eredi dei
dinosauri, ma a differenza dei feroci tirannosauri e brontosauri che
terrorizzano gli spettatori di Jurassic Park, ha un carattere mite. Il tuatara (Sphenodon
punctatus) non solo non sbrana gli animali e persone come i mostri disegnati da
registra Steven Spielberg, ma convive d'amore e d'accordo con un uccello. il
tuatara è un parente diretto dei rettili giganti estinti milioni di anni fa, non
è una lucertola ma un "fossile vivente" che raggiunge i 60 centimetri di
lunghezza. Un tempo viveva in milioni di esemplari sulle due isole principali
della Nuova Zelanda, oggi sopravvive a fatica in trenta isolotti fra lo Stretto
di Cook, la Baia di Planty e il Golfo di Hauraki. Per proteggerlo dal pericolo
d'estinzione, il Department of Conservation della Nuova Zelanda gli ha riservato
la selvaggia isola di Stephen: una riserva naturale dove la sopravvivenza dei
"nipotini dei dinosauri" è stata salvaguardata vietando l'accesso agli uomini.
Il tuatara è un animale primitivo che da 250 milioni di anni non ha subito
alcuna evoluzione: sotto la spessa pelle della testa ha una ghiandola pineale
che gli zoologi pensano sia il resto di un "terzo occhio", e la mascella non
stringe dei denti ma una dentellatura sviluppata come un'escrescenza dell'osso.
In natura vive per un centinaio di anni, ma nessun esemplare in cattività ha
superato il mezzo secolo di vita. All'inizio dell'estate la procellaria, un
parente dell'albatros, un pennuto marino con abitudini notturne presente in
Nuova Zelanda in ben ventiquattro sottospecie, nidifica a Stephen island e in
altre isole dello Stretto di Cook scavando un buco nel terreno. Una tana che
viene subito invasa dal tuatara, che instaura con l'uccello, di dimensioni
varianti dai 30 ai 50 centimetri d'altezza, un clima di convivenza. Secondo gli
etologi che hanno osservato il "matrimonio" tra il microdinosauro e il pennuto,
non si può parlare di simbiosi perché non c'è uno scambio evidente tra le due
specie, ma pittosto di parassitismo abitativo, visto che il rettile usa a sbafo
la tana della procellaria. Per metà anno convivono senza alcun apparente
conflitto. Durante il giorno dormono vicini. La notte, quando la procellaria si
sveglia, il tuatara è già partito alla caccia degli insetti di cui si nutre. In
inverno, quando l'uccello migra verso l'oceano aperto, il rettile resta padrone
indisturbato della tana, ma dopo sei mesi è pronto ad accogliere ancora una
volta il suo convivente.