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Maneggiare un serpente prima e dopo i pasti |
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Pitone
reticolato |
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Vi piace questa foto? Il serpente che
vedete alla vostra sinistra e' un pitone reticolato (nome scientifico: Python
reticolatus)
e' un animale di cui e' vietata la detenzione in Italia e per questo motivo non dovrebbe
essere possibile nel nostro paese assistere ad una scena del genere. E' una specie che
raggiunge dimensioni considerevoli ed in genere sono estremamente aggressivi: una
combinazione estremamente pericolosa. Ricapitolando: abbiamo un pitone aggressivo di tre
metri libero nel bagno di casa e dobbiamo rimetterlo in terrario, come ci comportiamo? E
se a trovare il serpente libero nel bagno non siamo noi che conosciamo il rettile ma
magari e' un altro membro della famiglia, magari qualcuno con la fobia dei serpenti?
Questo capitolo dovrebbe servire a rispondere a queste e ad altre domande. |
Chiariamo subito le cose: chi vi scrive non e' la persona che "gioca" con i suoi
serpenti come si potrebbe fare con un cane o un gatto e preferisce manipolarli solo quando
questo e' necessario. Tuttavia e' necessario interagire con i propri animali qualora
questi dovessero uscire inavvertitamente dal terrario oppure più semplicemente per pulire
la loro teca. Per alcuni poi maneggiare un serpente e' un esperienza emozionante e non posso
negare che e' stato così anche per me la prima volta che ho preso in mano un pitone
reale. Maneggiare un serpente e' più che altro un modo per familiarizzare con il rettile
ma bisogna fare attenzione: maneggiare troppo frequentemente un animale può
in alcuni
casi stressarlo. Un serpente stressato per prima cosa smette di alimentarsi e si ammala.
Ci sono poi specie più adatte di altre ad essere maneggiate, alcuni esempi: il pitone
reale, il pitone moluro, il boa constrictor mentre ci sono specie particolarmente soggette
a stress, alcuni esempi: la Morelia viridis, il Corallus caninus. Ho messo il pitone reale
fra quei serpenti "adatti" ad essere maneggiati nonostante questi serpenti sono
fra quelli che più frequentemente smettono per lunghi periodi di alimentarsi.
Quando maneggiare un serpente?
Prestate attenzione a non maneggiarlo per uno/due giorni prima del pasto e almeno
tre giorni dopo il pasto. Nel caso in cui il serpente abbia mangiato una grossa preda
dovrete far trascorrere piu' tempo prima di tirarlo fuori dal terrario, questo
perché tutti i serpenti necessitano di un tempo di digestione direttamente proporzionale alla
dimensione della preda che gli e' stata offerta. Spieghiamoci meglio: se ad un grosso
pitone, supponiamo 2 metri, viene offerto un ratto adulto l'animale non avrà
difficoltà a digerire il pasto, il suo stomaco non apparirà gonfio e sarà
quindi possibile estrarre
l'animale dal terrario anche il giorno dopo. Se invece offriamo allo stesso animale un
coniglio di circa 1 kg di peso l'animale apparirà deformato all'altezza dello stomaco e
vedremo diminuire il rigonfiamento solo con il trascorrere dei giorni. In questo caso non
bisogna tirare fuori il serpente dal suo terrario per almeno una settimana. Ho detto una
settimana ma non e' un tempo esatto, il tempo necessario alla digestione di una preda
dipende da molti fattori, fra i principali mi interessa ricordare:
- la temperatura: maggiore e' la temperatura all'interno del terrario, più accelerato
e'
il metabolismo del rettile e più velocemente la preda viene digerita.
- lo stato di salute: un serpente che si e' appena ripreso da una stomatite, da un
influenza, da un'operazione e più in generale qualunque serpente che non sia in perfetto
stato di salute ha bisogno di più tempo per digerire.
- la dimensione della preda: come abbiamo detto prima maggiore e' la dimensione del pasto
tanto più elevato e' il tempo necessario per digerirlo.
- la stagione: anche se in realtà questo fattore e' strettamente legato alla temperatura.
D'Estate infatti, con temperature stagionali più alte, il tempo di digestione diminuisce.
Viceversa in Inverno con il conseguente abbassamento di temperatura alcuni serpenti
possono digiunare per lunghi periodi.
Abbiamo detto i motivi per i quali non bisogna maneggiare un serpente dopo i pasti ma non
abbiamo ancora detto perché non bisogna maneggiarlo prima dei pasti.
All'inizio del paragrafo ho detto di non maneggiarlo per uno/due giorni prima del pasto ma
anche in questo caso ho dato dei tempi indicativi, basati soltanto su una modesta
esperienza su un numero limitato di specie. Mi limiterò a dirvi che alcuni esemplari,
come detto prima, si stressano più facilmente di altri e la prima conseguenza dello
stress di un serpente sottoposto ad eccessiva manipolazione e' proprio il rifiuto del
cibo. Anche in questo caso mi interessa ricordare alcuni punti importanti:
- alcune specie non sono adatte a frequenti manipolazioni, quindi va' valutato questo
fattore al momento dell'acquisto. Se volete un serpente da mostrare agli amici e che vi
tenga compagnia la sera mentre guardate la tv - non ridete perché qualcuno considera il
serpente al pari di un cane o un gatto - allora non dovete acquistare un Boa smeraldino
(nome scientifico: Corallus caninus).
- esemplari giovani, appena nati ma anche adulti che non sono mai stati tirati fuori dal
loro terrario sono i soggetti più sottoposti a stress e devono essere abituati con calma
e progressivamente ad interagire con il proprietario. Date tempo al vostro serpente di
abituarsi alla vostra presenza, se desiderate un animale con il quale poter interagire
acquistate preferibilmente animali giovani o appena nati ed iniziate a tirare fuori il
serpente dal terrario una o due volte la settimana. Il vostro rettile sarà il vostro
maestro e imparerete col tempo ad imparare i suoi stati d'animo e a valutare se e' il
momento buono o meno di portarlo a fare un giro.
Alcuni esempi:
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Descrizione della foto |
Descrizione della foto |
Descrizione della foto |
Nelle tre foto sopra potete vedere un pitone delle rocce africano
(nome scientifico: Python sebae) mentre mangia un coniglio. A prescindere
dal fatto che si tratta di una specie difficilmente maneggiabile per l'indole
aggressiva, un serpente come quello delle foto dopo aver mangiato un coniglio
deve essere lasciato tranquillo per almeno una
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Foto
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Descrizione della foto |
Descrizione della foto |
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Questre
foto invece mostrano tre diverse sequenze del pasto di un anaconda gialla (nome
scientifico: Eunectes notaeus). Anche in questo caso si tratta di una specie
che deve essere abituata con pazienza ad essere maneggiata perché e' piuttosto
mordace. Un serpente come quello della foto dopo il pasto deve non essere
maneggiato per almeno una settimana.
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Quando la
prudenza non è mai troppa |
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Per maneggiare in sicurezza un
serpente occorre...
- Per prima cosa individuare a quale specie appartiene. In questo
modo possiamo subito capire se si tratta di un serpente velenoso o un costrittore.
Serpenti costrittori come boa, pitoni, elaphe, lampropeltis solo per citare alcuni generi
uccidono la preda per costrizione soffocandola fra le loro spire e non sono velenosi. Se
veniamo morsi da uno di questi serpenti costrittori e' sufficiente non farsi prendere dal
panico e disinfettare la ferita. Sono note circa 2700 specie di serpenti, noi in questo
capitolo ci limiteremo a vedere alcune delle specie più diffuse.
- Capire l'indole del soggetto in questione. Non fidatevi del
fatto che l'esemplare appartiene ad una specie notoriamente tranquilla. Chi ha visto molti
animali sa' che ogni serpente ha un carattere proprio che il più delle volte e'
riconducibile a quello più comune noto per la specie ma che altre volte si rivela essere
l'esatto contrario. Un buon erpetologo, un buon terrariofilo o un buon veterinario deve
trattare tutti i serpenti con il rispetto che meritano ed usare sempre ed in ogni caso
prudenza.
- Afferrarlo con sicurezza senza esitazioni.
Passare più volte la mano davanti al suo muso oppure toccarlo e poi ritrarre il braccio
e' un ottimo sistema per farsi mordere. Con un po' di sangue freddo e con esperienza e'
possibile afferrare saldamente anche il più mordace dei rettili senza venire morsi o
senza l'ausilio di guanti.
- Indossare dei guanti. In questo modo anche chi non ha
familiarità con l'animale o lo ha da poco acquistato può tirare fuori il serpente dal
terrario in tutta sicurezza. Con il passare del tempo si inizierà a prendere confidenza
con il rettile e i guanti non saranno più necessari. Sono un ottimo strumento per
familiarizzare con il vostro serpente.
- Farlo in presenza di un'altra persona. Per afferrare un serpente
di dimensioni considerevoli e quindi potenzialmente pericoloso occorre farsi aiutare da
un'altra persona. La cosa migliore e' farsi aiutare da un amico con la nostra stessa
passione che sappia come comportarsi in caso di emergenza e soprattutto non si faccia
prendere dal panico. In generale sono da considerarsi pericolosi tutti i serpenti che
superano i tre metri di lunghezza.
- Utilizzare gli strumenti adatti. Un gancio per serpenti oppure
una pinza per velenosi sono strumenti indispensabili per poter gestire animali
particolarmente aggressivi o pericolosi. Anche un semplice paio di guanti, un sacco, un
asciugamano o un manico di scopa possono rivelarsi strumenti utili. Facciamo un esempio:
gettare un asciugamano sopra un rettile aggressivo serve non solo a tranquillizzare
l'animale ma ci permette anche di afferrarlo quando non abbiamo a portata di mano un
gancio per serpenti.
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In
pratica |
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Di che serpente si tratta?
- E' un pitone reale (nome scientifico: Python regius). Non si tratta di un
serpente velenoso ma di un costrittore. La lunghezza tipica di un adulto e' di circa 1,2
metri.
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E' prudente maneggiare questo serpente?
- I pitoni reali vengono anche chiamati pitoni palla per l'atteggiamento difensivo
che mettono in atto quando si sentono minacciati. Tale atteggiamento consiste nel
raggomitolarsi su se stessi fino a formare una specie di "palla". Da
qui
il
nome comune che gli e' stato assegnato: pitone palla.
Prendereste in mano un esemplare di questa specie che vedete per la prima
volta?
- E' probabilmente il serpente più tranquillo che esista in commercio. Il suo
carattere combinato con le modeste dimensioni che raggiunge da adulto lo hanno reso il
serpente più popolare nei negozi e lo hanno reso oggetto di pesanti esportazioni dal suo
paese di origine. E' un serpente notoriamente tranquillo quindi e' improbabile essere
morsi da uno di questi serpenti, tuttavia non e' impossibile. Occorre, per rispondere a
questa domanda, valutare l'indole dell'esemplare in questione. Alcuni soggetti infatti si
rivelano particolarmente aggressivi al punto tale da scoraggiare il proprietario che il
più delle volte decide di sbarazzarsi dell'animale. Questi comunque restano casi isolati
e la maggior parte degli appartenenti a questa specie sono dei serpenti facilmente
maneggiabili.
Un esemplare adulto di questa specie può essere maneggiato da solo oppure
occorre la presenza di un'altra persona?
Potete tirare fuori dal terrario e maneggiare un pitone reale anche da soli.
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Di che serpente si tratta?
- E' un boa (nome scientifico: Boa constrictor constrictor). Non si tratta di
un serpente velenoso ma di un costrittore. La lunghezza tipica di un adulto e' di circa
1,8 metri.
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E' prudente maneggiare questo serpente?
- L'esemplare della foto e' lungo all'incirca 80cm, non e' quindi in grado di
stritolarvi fra le sue spire. Il massimo che potete rischiare e' di essere morsi.
Ricordiamoci che si tratta di un costrittore e che quindi il suo morso non e' velenoso,
tenete per prudenza l'animale lontano dal viso.
Secondo voi l'esemplare della foto sta' mettendo in atto un atteggiamento
intimidatorio oppure e' pronto per mordere?
L'esemplare della foto e' saldamente aggrappato alla mano del proprietario,
non e' in posizione di attacco quindi probabilmente si tratta di un animale tranquillo. Se
volete essere del tutto tranquilli quando maneggiate il serpente potete munirvi di un
robusto paio di guanti. In questo modo anche chi non ha familiarità con l'animale o lo ha
da poco acquistato può tirare fuori il serpente dal terrario in tutta sicurezza. Con il
passare del tempo si inizierà a prendere confidenza con il boa e i guanti non saranno
più necessari.
Un esemplare adulto di questa specie può essere maneggiato da solo oppure
occorre la presenza di un'altra persona?
Alcuni esemplari di questa specie raggiungono dimensioni considerevoli, non sono
rari
animali lunghi più di 2,5 metri. Occorre conoscere bene l'animale che si cerca di
prendere in mano e nemmeno in questo modo potremo essere del tutto certi di non venire
morsi o attaccati. Basta un nostro gesto brusco, un odore considerato dal rettile come
quello di una preda oppure e' sufficiente stringere troppo il serpente perché quest'ultimo
reagisca violentemente. Una reazione violenta vuol dire che il serpente cercherà
di
mordere la prima parte del nostro corpo che gli capiterà a tiro. Talvolta il serpente si
scaglia a bocca spalancata verso qualcuno solo per cercare di intimidirlo e non
necessariamente per morderlo. Per cercare di rispondere alla domanda: consiglio prudenza e
una certa esperienza con grandi costrittori per maneggiare un serpente di questa taglia
anche si tratta di un esemplare tranquillo.
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Foto
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Di che serpente si tratta?
- E' un pitone delle rocce indiano (nome scientifico: Python molurus bivittatus).
Gli appassionati della materia che stanno leggendo questa pagina per curiosita' avranno
riconosciuto la fase albina green di questa specie. Non si tratta di un serpente velenoso
ma di un costrittore. La lunghezza tipica di un adulto puo' variare fra i 2,5 metri nel
caso di un maschio e i 4-6 metri nel caso di una femmina. L'esemplare della
foto e' lungo 1,6 metri, e' una femmina di 1 anno di età e potrebbe raggiungere o nella
piu' ottimistica delle ipotesi superare, la dimensione record da adulta di 9 metri. |
E' prudente maneggiare questo serpente?
- E' un serpente lungo 1,6 metri quindi non e' in grado di sopraffare una persona
adulta in buone condizioni fisiche. Per un bambino anche un esemplare di queste dimensioni
può essere potenzialmente pericoloso quindi non permettete
ad eventuali bambini presenti di
casa di far uscire il serpente dal terrario senza la supervisione di un adulto.
E' prudente maneggiare questo serpente in questo momento?
Decisamente NO! Tutti i serpenti devono essere lasciati stare mentre consumano
il pasto. Se noi mettessimo la mano ora all'interno del terrario per cercare di afferrare
questo serpente verremmo senza dubbio morsi. Questo perché il serpente infastidito dalla
nostra presenza non esiterebbe a rigurgitare il ratto che sta' mangiando e a scagliarsi
contro la nostra mano. Un atteggiamento di questo tipo
può trovare due plausibili
spiegazioni. La prima e' che preso dalla "frenesia alimentare" scambia la nostra
mano per un'altra preda. L'odore del ratto appena ucciso infatti e' ancora forte nel
terrario e qualunque mammifero (noi compresi) verrebbero scambiati per un'altra preda. La
seconda spiegazione e' che il serpente tenti di morderci soltanto per difendere la sua
preda. Personalmente propendo più per la prima ipotesi anche se alcuni allevatori
americani di provata esperienza sostengono che alcuni esemplari si comportano in questo
modo per difendere la loro preda e non per cercare di procacciarsi un pasto più
sostanzioso. Altri rettili ed in special modo i varani difendono la loro preda
dall'attacco di altri esemplari della stessa specie, questo secondo me non e' il
comportamento istintivo di un serpente.
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Di che serpenti si tratta?
- In questa foto vediamo una stanza adibita a terrario dove sono ospitati tre
pitoni delle rocce indiani (nome scientifico: Python molurus bivittatus) ed alcuni
esemplari di Geochelone sulcata. Non si tratta di serpenti velenosi ma di costrittori. La
lunghezza tipica di un adulto può variare fra i 2-4 metri nel caso di un maschio e i 4-6
metri nel caso di una femmina. L'esemplare più piccolo all'interno della stanza e lungo
2,5 metri mentre il più grosso raggiunge a malapena i 3,5 metri.
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E' prudente entrare in questo terrario da soli?
Decisamente NO! Anche l'esemplare più piccolo potrebbe essere potenzialmente
pericoloso per una persona adulta in buona salute. Per gestire in sicurezza 4 esemplari di
questa specie e di queste dimensioni e' indispensabile la presenza di un'altra persona
nella stanza.
Come e' possibile entrare nel terrario per dar da mangiare a questi serpenti?
Se state pensando di entrare nel terrario con un coniglio in mano avete avuto la
peggior idea della vostra vita. I 4 serpenti vi sarebbero addosso nel giro di pochi
secondi e finireste sulle copertine di tutti i giornali. Se pensate che cose di questo
genere non possano succedere date un'occhiata alla pagina delle
notizie.
Non e' nemmeno possibile offrire più prede contemporaneamente sperando che i serpenti se
le dividano equamente. Due animali potrebbero cercare di ingerire la stessa preda e
l'animale più grosso o più veloce potrebbe ingerire la testa dell'altro serpente
attaccato alla preda e uno dei due finirebbe col soffocare e uccidere l'altro. Senza
contare che attaccando la stessa preda finirebbero con il mordersi e ferirsi a vicenda.
Occorre quindi estrarre un esemplare dal terrario, metterlo in una teca da solo e a quel
punto dargli da mangiare. La stessa operazione va' ripetuta per il numero di animali che
condividono lo stesso spazio.
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Di che serpenti si tratta?
E' un Sistrurus catenatus. Non si tratta di un serpente costrittore ma di un
rettile velenoso. Appartiene alla famiglia Viperidae, sotto-famiglia Crotalinae. A
differenza dei membri piu' rappresentativi della stessa sotto-famiglia non e' dotato del
caratteristico sonaglio.
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E' prudente maneggiare questo serpente?
ATTENZIONE!!! E' un serpente velenoso e per spostarlo occorre utilizzare un gancio
per velenosi: uno strumento che consente di afferrare in sicurezza l'animale senza
danneggiarlo e contemporaneamente di tenerlo ad una distanza di sicurezza. E' un serpente
di cui in Italia e' vietata la detenzione dal Decreto Ministeriale del 19-4-96 e'
stato inserito in questa pagina solo per farvi capire quanto e' importante saper
riconoscere la specie con cui abbiamo o potremmo avere a che fare.
Come distinguere altri membri della famiglia Viperidae?
Solitamente sono caratterizzati da una testa massiccia e spesso di forma
triangolare. Alcuni come il Sistrurus catenatus che abbiamo appena visto hanno corporatura
massiccia, coda corta e squame carenate mentre altri hanno una corporatura più
esile per
potersi muovere agilmente fra gli alberi, e' il caso per esempio del Trimeresurus
albolabris. La testa massiccia serve a contenere i lunghi denti che permettono di
penetrare a fondo nelle carni della preda e somministrare il veleno. Sono provvisti di un
meccanismo che consente di ripiegare i denti sul palato quando la bocca e' chiusa. Gli organi sensoriali dei crotali posizionali lateralmente sulla
testa fra le narici e gli occhi sono in realtà dei ricettori termici. Mediante questi
ricettori il serpente e' in grado di individuare la preda senza doversi affidare alla
vista. Il sonaglio posizionato sulla coda e' un ottimo segno di riconoscimento di alcuni
membri di questa famiglia: i crotali chiamati anche serpenti a sonagli. Il sonaglio e'
composto da successivi strati di squame.
Alcune curiosità: La famiglia dei Viperidae e' la più recente dal punto di vista
evolutivo, i membri di questa famiglia sono diffusi su tutti i continenti ad accezione
dell'Australia.
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Di che serpenti si tratta?
E' una vipera del Gabon (nome scientifico: Bitis gabonica) appartiene alla famiglia
Viperidae, sotto-famiglia Viperinae. Non si tratta di un serpente costrittore ma di un
rettile velenoso. E' un altro membro ben noto della famiglia Viperidae.
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E' prudente maneggiare questo serpente?
Valgono le stesse indicazioni fornite per la specie Sistrurus
catenatus. La vipera
del Gabon raggiunge dimensioni considerevoli per un membro di questa famiglia e la
tossicità del suo veleno e' spesso letale nonostante queste caratteristiche e' uno dei
serpenti velenosi più affascinanti ed e' per questo allevata e riprodotta regolarmente da
numerosi allevatori. ATTENZIONE!!! E' un serpente velenoso e per spostarlo occorre
utilizzare un gancio per velenosi: uno strumento che consente di afferrare in sicurezza
l'animale senza danneggiarlo e contemporaneamente di tenerlo ad una distanza di sicurezza.
E' un serpente di cui in Italia e' vietata la detenzione dal
Decreto Ministeriale del 19-4-96 e'
stato inserito in questa pagina solo per farvi capire quanto e' importante saper
riconoscere la specie con cui abbiamo o potremmo avere a che fare.
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Questa scheda
è stata scritta da Pier Luigi Vianello (pierluigi@reptiworld.it) per
ReptiWorld. Il documento può essere
liberamente pubblicato e distribuito purché ne venga
citata la provenienza e l'autore. |