Oltre alle due
specie più diffuse e che abbiamo appena visto ricordiamo i ratti dei boschi
o ratti mercanti. Questi membri della sottofamiglia degli esperomini hanno
abitudini completamente diverse dai loro cugini "urbanizzati". Vivono nelle
aree desertiche degli Stati Uniti e costruiscono nidi dalla caratteristica
forma a cupola alti fino ad 1 metro. Questi nidi vengono rivestiti
all'esterno di spine o pezzi di cactus per proteggere gli inquilini dai
predatori. Le due specie più comuni di ratti dei boschi sono: Netodoma
floridiana e Neotoma cinerea. La prima ha il dorso grigio ed il ventre
bianco, viene chiamata anche ratto dei boschi orientale, raggiunge i 26 cm
di lunghezza per il corpo e i 18 cm di lunghezza per la coda. Neotoma
cinerea ha invece il dorso nero-marrone, il ventre bianco e la coda più
pelosa. Si tratta di due specie erbivore adattate a vivere nelle aree
boscose e desertiche, quindi lontano dai centri urbani.
Negli Stati Uniti
sudorientali troviamo anche un altro ratto, abbondate soprattutto nelle
piantagioni di cotone, è il Sigmodon hispidis meglio noto col nome comune di
ratto del cotone. Il colore della pelliccia è un miscuglio di grigio, ocra,
marrone e nero. Questo roditore, dal pessimo temperamento è lungo fino a 20
cm, esclusa la coda che a sua volta può essere lunga fino a 16 cm. Dopo solo
27 giorni di gestazione la femmina dà alla luce i piccoli già ricoperti di
pelo che diventano sessualmente maturi nel giro di 40 giorni. Il ratto del
cotone è ancora poco allevato e diffuso in Italia sia come animale da
compagnia che come animale da pasto.
Fra i ratti quello
più grande è sicuramente il ratto gigante del Gambia (Cricetomys gambianus),
il suo corpo può essere lungo fino a 45 cm e la sola coda può raggiungere la
stessa lunghezza. I maschi possono arrivare a pesare fino a 3 kg mentre le
femmine raramente superano il chilogrammo e mezzo. Tuttavia, a dispetto
della sua mole, il ratto gigante del Gambia è un animale docile ed
intelligente, lo testimonia il fatto che in America ed in Germania viene
spesso allevato come animale domestico. Se prendiamo in considerazione
l'intero ordine dei roditori, il più grande è senza ombra di dubbio il
capibara in grado di superare il metro di lunghezza ed i 60 kg di peso.
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I topi |
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Come nel caso del
ratto anche sotto il nome comune di topo vengono raggruppate diverse specie
della famiglia dei muridi, la maggior parte appartenenti a loro volta al
genere "Mus". Si tratta di animali estremamente adattabili, li troviamo in
tutto il mondo, fatta eccezione per le regioni artiche, il Madagascar e la
Nuova Zelanda. Come i ratti, si adattano a vivere negli ambienti urbani dove
trovano facilmente cibo e riparo. L'uomo fin dall'antichità combatte un
estenuante lotta con questi roditori, gli egizi ed i greci impiegavano gatti
e donnole nelle navi che trasportavano le derrate alimentari per evitare che
i famelici topi distruggessero il carico. Ancora oggi nelle campagne si fa
abbondante utilizzo di trappole ed espedienti vari per combattere la
proliferazione di questi indesiderati ospiti. Spesso vengono chiamati "topi"
anche i ratti ed alcuni cricetidi, per chiarezza noi identificheremo con il
nome comune di "topi" solo i membri dei generi "Mus", "Apodemus" e "Microtus".
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Mus
musculus |
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Mus
musculus |
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Mus
musculus |
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Descrizione della foto |
Descrizione della foto |
Descrizione della foto |
Fra tutte le
specie, la più nota e diffusa è senza dubbio il topolino domestico (nome
scientifico: Mus musculus). Questa specie è ampiamente impiegata nei
laboratori scientifici come cavia da laboratorio. Il classico topolino
bianco che vediamo nei film, nei libri e nei laboratori di ricerca
appartiene a questa specie. Di dimensioni molto più contenute rispetto al
surmolotto il topolino domestico può raggiungere i 15 cm di lunghezza, coda
compresa. La forma selvatica ha il pelo di colore grigio-giallastro sul
dorso, il colore è più chiaro sul ventre e sugli arti. In cattività invece
la colorazione del pelo può spaziare fra bianco, giallastro, grigio,
marrone, ocra con abbinamenti anche di colori diversi. Una femmina di Mus
musculus è in grado di riprodursi anche 5 volte l'anno, dando alla luce fino
a 10 piccoli per nidiata. Altre specie di topi comuni sono: Mus domesticus e
Mus minutoides, quest'ultimo diffuso in Africa e lungo fino a 5 cm coda
compresa. I topi selvatici propriamente detti sono raggruppati nel genere "Apodemus"
e sono diffusi nelle campagne di tutta Europa.
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Il
gerbillo |
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Meriones
unguiculatus |
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Il gerbillo della Mongolia, più comunemente chiamato "gerbillo" è diventato
nel giro di qualche anno un interessante animale da compagnia. Questo
piccolo roditore, pulito, amichevole e dall'indole curiosa è facilmente
reperibile nei negozi di animali al pari del suo cugino più famoso, il
criceto. Il nome scientifico del gerbillo è Meriones unguiculatus e viene
chiamato talvolta anche ratto della sabbia o ratto del deserto. Come i topi
delle piramidi e i ratti canguro è dotto di lunghe zampe posteriori che gli
consentono di compiere balzi prodigiosi se proporzionati alla sua piccola
taglia. I gerbilli sono lunghi fino a 20 cm, coda esclusa, quest'ultima può
superare la lunghezza del corpo ed è ricoperta all'estremità da un ciuffo
più consistente di pelo. Il gerbillo vive in Asia occidentale ed in Africa,
habitat tipici sono le praterie e le aree desertiche. E' una specie
erbivora i cui esemplari si nutrono di semi, erba, noci e radici. E' attivo
di notte e trascorre le sue giornate all'interno di tunnel la cui
complessità e dimensioni sono direttamente proporzionali al numero di
esemplari che costituiscono la colonia. I gerbilli in virtù del loro
adattamento a delle aree e ad un clima particolarmente rigido hanno bisogno
di pochissima acqua. Sono roditori particolarmente longevi, sono documentati
casi di gerbilli mantenuti in cattività per oltre 8 anni. Esistono oltre 70
specie di gerbilli, riunite in 12 generi e come la maggior parte dei
roditori si tratta di animali molto prolifici: una femmina di gerbillo è
ingrado di partorire fino a 12 volte in un anno con nidiate composte da un
minimo di 1 ad un massimo di 12 piccoli. |