Topi, ratti ed altri ancora
   
 Lemming

Forse non tutti sanno che la classe dei mammiferi è composta per oltre il 40% da specie appartenenti all'ordine dei roditori e che gli animali appartenenti a quest'ordine sono diffusi in tutti i continenti ad accezione dell'Antartide. I roditori miomorfi (Mioformo tradotto letteralmente dal latino significa: "a forma di topo") da soli costituiscono un quarto di tutte le specie di mammiferi. Insomma, forse non ce ne siamo resi conto ma viviamo su un pianeta invaso dai topi! 

La vita a stretto contatto con gli esseri umani ha consentito ai topi di raggiungere anche le isole più remote e di colonizzarle. La chiave del successo dei roditori è proprio la loro straordinaria adattabilità abbinata alla capacità di riprodursi velocemente ed abbondantemente. Ratti e topi sono molto prolifici, raggiungono presto la maturità sessuale, hanno gestazioni brevi e danno alla luce molti piccoli per volta. In alcune specie, nel giro di un anno da una coppia iniziale hanno origine migliaia di individui. Alcune specie come il ratto nero od il ratto delle chiaviche vengono definite "infestanti", sono in grado di divorare raccolti e provviste e contaminare il cibo rimasto con le feci.

La famiglia più numerosa del gruppo è quella dei Muridi, che comprende oltre 1000 specie fra cui: topi, ratti, avicole, lemmings, criceti e gerbilli. Dal punto di vista evolutivo sono animali giovani, i primi rappresentanti dei Muridi hanno fatto la loro comparsa alcuni milioni di anni fa. Fra ai membri di questa famiglia troviamo per lo più animali di piccole dimensioni, notturni, terricoli, caratterizzati da muso appuntito e lunghe vibrisse. Alcune specie sono semi-acquatiche, altre sono arboricole o fossorie. In questo articolo vi offriamo una panoramica fra le specie più famose di questa famiglia, analizzeremo habitat, dimensioni e comportamenti e spiegheremo le differenze fra topi e ratti.

   Che cosa sono le vibrisse ?

Le vibrisse sono peli o setole a contatto con terminazioni nervose. Sono dei veri e propri organi di senso utilizzati dai mammiferi per percepire la presenza di prede e ostacoli tramite le vibrazioni dell'aria. Le vibrisse più note del monto animale sono i baffi dei gatti. Anche nell'uomo sono presenti delle vibrisse e sono situate nel vestibolo delle fosse nasali.

 

I ratti

Con la parola ratto non si identifica un'unica specie ma alcuni membri di grossa taglia della famiglia dei muridi. Questa famiglia di mammiferi dell'ordine dei roditori comprende oltre ai ratti anche i topi. La famiglia comprende oltre 500 specie ma state tranquilli noi in questo articolo ci occuperemo solo di alcune fra le più comuni e diffuse. I ratti, come gli altri membri della famiglia, comprendono specie estremamente adattabili che si caratterizzano per il pelo ispido, la coda robusta e lunga ed il muso appuntito su cui risaltano le grandi orecchie. Sono animali notturni e con i loro robustissimi denti sono in grado di scavare legno, plastica ed addirittura piombo, tutto questo con un unico scopo: trovare una tana adatta in prossimità di una facile scorta di cibo. Fra le specie di ratti più diffuse il podio spetta al ratto delle chiaviche, noto anche come ratto norvegese o surmolotto. Il suo nome scientifico è Rattus norvegicus e raggiunge una lunghezza di 25 cm, esclusa la coda che a sua volta misura fino a 22 cm. D'ora in avanti quando useremo il termine "ratto" faremo riferimento a questa specie e cioè al Rattus norvegicus. Il colore di questi animali può variare fra marrone, grigio, nero e bianco anche se in realtà gli esemplari che vengono ampiamente utilizzati nella ricerca scientifica come cavie da laboratorio sono albini, cioè completamente bianchi con gli occhi rossi. I ratti delle chiaviche ed i ratti neri vivono in quasi tutti gli habitat umani, depredando raccolti e scorte alimentari. Oltre a causare ingenti danni materiali, possono trasmettere gravi malattie come la peste, che nel medioevo ha ucciso un terzo della popolazione europea. Le malattie trasmesse dal ratto delle chiaviche hanno causato più morti di tutte le guerre. Negli Stati Uniti vive l'unico vero antagonista del Rattus norvegicus, il ratto nero (nome scientifico: Rattus rattus). Prima del XVI secolo rappresentava l'unica specie di quel territorio ma  con l'avvento del commercio navale si è trovato improvvisamente a dover competere con una specie più grande ed aggressiva di lui e cioè con il Rattus norvegicus. Il ratto nero, come suggerisce il nome, ha una colorazione del pelo quasi completamente nera, genera fino a 12 piccoli per nidiata ed ha una mole inferiore al surmolotto.

     
 Rattus norvegicus
 Rattus norvegicus
 Rattus norvegicus
Il muso ha una forma appuntita, il pelo è ispido e sono ben evidenti le grandi orecchie non ricoperte di pelo. Femmina mentre accudisce la sua cucciolata. Si nota la differente colorazione con l'esemplare nella foto precedente a sinistra. Femmina di ratto albina, ben evidenti gli occhi rossi. I piccoli di questa cucciolata hanno meno di due settimane di vita.

Oltre alle due specie più diffuse e che abbiamo appena visto ricordiamo i ratti dei boschi o ratti mercanti. Questi membri della sottofamiglia degli esperomini hanno abitudini completamente diverse dai loro cugini "urbanizzati". Vivono nelle aree desertiche degli Stati Uniti e costruiscono nidi dalla caratteristica forma a cupola alti fino ad 1 metro. Questi nidi vengono rivestiti all'esterno di spine o pezzi di cactus per proteggere gli inquilini dai predatori. Le due specie più comuni di ratti dei boschi sono: Netodoma floridiana e Neotoma cinerea. La prima ha il dorso grigio ed il ventre bianco, viene chiamata anche ratto dei boschi orientale, raggiunge i 26 cm di lunghezza per il corpo e i 18 cm di lunghezza per la coda. Neotoma cinerea ha invece il dorso nero-marrone, il ventre bianco e la coda più pelosa. Si tratta di due specie erbivore adattate a vivere nelle aree boscose e desertiche, quindi lontano dai centri urbani.

Negli Stati Uniti sudorientali troviamo anche un altro ratto, abbondate soprattutto nelle piantagioni di cotone, è il Sigmodon hispidis meglio noto col nome comune di ratto del cotone. Il colore della pelliccia è un miscuglio di grigio, ocra, marrone e nero. Questo roditore, dal pessimo temperamento è lungo fino a 20 cm, esclusa la coda che a sua volta può essere lunga fino a 16 cm. Dopo solo 27 giorni di gestazione la femmina dà alla luce i piccoli già ricoperti di pelo che diventano sessualmente maturi nel giro di 40 giorni. Il ratto del cotone è ancora poco allevato e diffuso in Italia sia come animale da compagnia che come animale da pasto.
 
Approfondimento - Le specie più diffuse

Fra i ratti quello più grande è sicuramente il ratto gigante del Gambia (Cricetomys gambianus), il suo corpo può essere lungo fino a 45 cm e la sola coda può raggiungere la stessa lunghezza. I maschi possono arrivare a pesare fino a 3 kg mentre le femmine raramente superano il chilogrammo e mezzo. Tuttavia, a dispetto della sua mole, il ratto gigante del Gambia è un animale docile ed intelligente, lo testimonia il fatto che in America ed in Germania viene spesso allevato come animale domestico. Se prendiamo in considerazione l'intero ordine dei roditori, il più grande è senza ombra di dubbio il capibara in grado di superare il metro di lunghezza ed i 60 kg di peso.

 
I topi

Come nel caso del ratto anche sotto il nome comune di topo vengono raggruppate diverse specie della famiglia dei muridi, la maggior parte appartenenti a loro volta al genere "Mus". Si tratta di animali estremamente adattabili, li troviamo in tutto il mondo, fatta eccezione per le regioni artiche, il Madagascar e la Nuova Zelanda. Come i ratti, si adattano a vivere negli ambienti urbani dove trovano facilmente cibo e riparo. L'uomo fin dall'antichità combatte un estenuante lotta con questi roditori, gli egizi ed i greci impiegavano gatti e donnole nelle navi che trasportavano le derrate alimentari per evitare che i famelici topi distruggessero il carico. Ancora oggi nelle campagne si fa abbondante utilizzo di trappole ed espedienti vari per combattere la proliferazione di questi indesiderati ospiti. Spesso vengono chiamati "topi" anche i ratti ed alcuni cricetidi, per chiarezza noi identificheremo con il nome comune di "topi" solo i membri dei generi "Mus", "Apodemus" e "Microtus".
     
 Mus musculus
 Mus musculus
 Mus musculus
Descrizione della foto Descrizione della foto Descrizione della foto

Fra tutte le specie, la più nota e diffusa è senza dubbio il topolino domestico (nome scientifico: Mus musculus). Questa specie è ampiamente impiegata nei laboratori scientifici come cavia da laboratorio. Il classico topolino bianco che vediamo nei film, nei libri e nei laboratori di ricerca appartiene a questa specie. Di dimensioni molto più contenute rispetto al surmolotto il topolino domestico può raggiungere i 15 cm di lunghezza, coda compresa. La forma selvatica ha il pelo di colore grigio-giallastro sul dorso, il colore è più chiaro sul ventre e sugli arti. In cattività invece la colorazione del pelo può spaziare fra bianco, giallastro, grigio, marrone, ocra con abbinamenti anche di colori diversi. Una femmina di Mus musculus è in grado di riprodursi anche 5 volte l'anno, dando alla luce fino a 10 piccoli per nidiata. Altre specie di topi comuni sono: Mus domesticus e Mus minutoides, quest'ultimo diffuso in Africa e lungo fino a 5 cm coda compresa. I topi selvatici propriamente detti sono raggruppati nel genere "Apodemus"  e sono diffusi nelle campagne di tutta Europa.
 
 

 

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Il gerbillo
   
 Meriones unguiculatus

Il gerbillo della Mongolia, più comunemente chiamato "gerbillo" è diventato nel giro di qualche anno un interessante animale da compagnia. Questo piccolo roditore, pulito, amichevole e dall'indole curiosa è facilmente reperibile nei negozi di animali al pari del suo cugino più famoso, il criceto. Il nome scientifico del gerbillo è Meriones unguiculatus e viene chiamato talvolta anche ratto della sabbia o ratto del deserto. Come i topi delle piramidi e i ratti canguro è dotto di lunghe zampe posteriori che gli consentono di compiere balzi prodigiosi se proporzionati alla sua piccola taglia. I gerbilli sono lunghi fino a 20 cm, coda esclusa, quest'ultima può superare la lunghezza del corpo ed è ricoperta all'estremità da un ciuffo più consistente di pelo. Il gerbillo vive in Asia occidentale ed in Africa, habitat tipici sono le praterie e le  aree desertiche. E' una specie erbivora i cui esemplari si nutrono di semi, erba, noci e radici. E' attivo di notte e trascorre le sue giornate all'interno di tunnel la cui complessità e dimensioni sono direttamente proporzionali al numero di esemplari che costituiscono la colonia. I gerbilli in virtù del loro adattamento a delle aree e ad un clima particolarmente rigido hanno bisogno di pochissima acqua. Sono roditori particolarmente longevi, sono documentati casi di gerbilli mantenuti in cattività per oltre 8 anni. Esistono oltre 70 specie di gerbilli, riunite in 12 generi e come la maggior parte dei roditori si tratta di animali molto prolifici: una femmina di gerbillo è ingrado di partorire fino a 12 volte in un anno con nidiate composte da un minimo di 1 ad un massimo di 12 piccoli.

 

I lemming
   
  Lemming

I lemming costituiscono il genere Lemmus della famiglia dei muridi, sono caratterizzati da un corpo lungo poco più di 10 cm e da una coda molto corta. Il mantello dei lemming è marrone sul dorso e grigio chiaro misto a marrone sul ventre. La testa è tonda, con piccole orecchie nascoste dal pelo e un muso corto e peloso; anche le zampe sono corte. Questi animali si nutrono di materiali vegetali e vivono in tane molto vaste, costruite in prossimità di corsi d'acqua con peli, erbe, muschio e licheni. Le femmine partoriscono più volte all'anno e ogni nidiata è composta da circa 5 piccoli. Per il loro aspetto grazioso e le dimensioni particolarmente contenute hanno strappato negli ultimi anni il podio al criceto come roditore da compagnia.

I suicidi di massa dei lemming sono solo una leggenda popolare. Sono le periodiche esplosioni demografiche e il conseguente sovraffollamento dei loro territori abituali che li rendono aggressivi e li spingono a migrare. In questi spostamenti sono frequenti i momenti di panico collettivo che causano la morte accidentale di molti esemplari.

Questa scheda è stata scritta da Pier Luigi Vianello (pierluigi@reptiworld.it) per ReptiWorld. Il documento può essere liberamente pubblicato e distribuito purché ne venga citata la provenienza e l'autore.