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Si dice che il tuatara è un "fossile vivente". Il primo ad adoperare questa espressione fu Charles Darwin per definire una pianta e più precisamente la Gingko biloba.I fossili viventi sono organismi che hanno avuto un tasso di evoluzione molto basso, pertanto sono rimasti invariati per centinaia di migliaia di anni. Alcuni di essi, poi, sono stati identificati e classificati prima come fossili che come organismi viventi. Si tratta di veri e propri sopravvissuti, che vivono in mondo diverso da quello in cui si sono evoluti e si trascinano appresso la loro arcaicità, ritagliandosi spesso un angolino in zone dove la competizione non è troppo forte.
La definizione di fossile vivente include diversi tipi di organismi. Alcuni, come Latimeria o Neopilina, sono gli ultimi rappresentanti di gruppi molto diffusi in passato e oggi estinti. Altri conservano caratteristiche primitive pur appartenendo ad un gruppo che si è evoluto con successo. Lo Sphenodon punctatum rappresenta un altro classico esempio di fossile vivente. E' l'ultimo rappresentante dei Rincocefali, rettili così denominati per la particolare forma a becco del muso. I Rincocefali sono comparsi all'inizio del Mesozoico e sono stati ritenuti scomparsi a partire dalla fine del Giurassico.
Lo Sphenodon, un piccolo rettile simile ad una grossa lucertola, è rimasto molto simile alle specie che vivevano sulla Terra 150 milioni di anni fa, esiliato in Nuova Zelanda, un territorio che, grazie all'isolamento, lo ha protetto dalla competizione con altri animali dalla quale sarebbe stato probabilmente sconfitto, considerata la sua arcaicità.
Questo rettile, molto lento a causa del suo bassissimo metabolismo, da sempre era stato oggetto di caccia da parte dei Maori, che lo chiamavano con il nome di Tuatara, ma il mondo scientifico non lo conobbe fino all'ottocento. Nella prima metà del secolo scorso, infatti, esso venne studiato da J.E. Gray, che lo battezzò con il nome di Hatteria punctata. La pubblicazione non era però destinata a grande risonanza, infatti nessuno si rese conto dell'eccezionalità dell'esemplare. Soltanto nel 1867 Albert Gunther, del Museo Britannico, si rese conto che non si trattava di un Sauro, ma di un rettile molto arcaico finora sconosciuto per il quale era necessario creare un gruppo. Su suggerimento del paleontologo Owen, il nuovo gruppo fu chiamato Rincocefali. Il nome fu cambiato da Hatteria a Sphenodon, perchè lo stesso Gray aveva adoperato questo nome descrivendo un cranio della specie. Veniva riconosciuta così l'arcaicità della specie ed il suo rango di fossile vivente.
L'arrivo del tuatara e di poche specie di dinosauri in Nuova Zelanda si è avuto probabilmente nel Cretaceo medio, quando era possibile un poco agevole collegamento con il Sud America
L'assenza di predatori naturali ha preservato questo piccolo rettile, gli stessi maori hanno attuato una caccia discreta e solo l'arrivo dell'uomo bianco e dei suoi animali domestici ha portato questa specie sull'orlo dell'estinzione. Adesso lo Sphenodon, più antico dei dinosauri, è protetto. |
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