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Vipera, più vittima che carnefice

15/08/1999

Minaccia reale, anche se rara, che incombe tra boschi e pietraie, ma in fondo un po' "babbea" Vipera, più vittima che carnefice di Mattia Tavolin Proviamo, per una volta, a capovolgere il solito stereotipo. Perché, se è indubbio che tutto quel che si dice di lei la vipera, in qualche modo, se lo sarà meritato, è anche vero che, in fondo, questa povera bestia potrebbe anche non rappresentare il male assoluto. Diciamo, ad esempio, che questo rettile, dopo un attento esame delle sue reali caratteristiche, potrebbe risultare notevolmente meno infido e aggressivo di quel che si dice. Anzi, diciamo che, più che un carnefice, la vipera potrebbe addirittura risultare una vittima, sacrificata dai mass media e dalle credenze popolaresche all'antica necessità di disporre di un nemico che funga da eroe negativo e capro espiatorio. E, prima di lanciare tanti proclami sulla minaccia che incombe sulle nostre passeggiate (minaccia reale, s'intende, ma probabilisticamente molto rara), sarebbe bene spendere qualche parola anche sull'ignoranza criminale di tutti quelli che ricorrono con estrema superficialità al famoso kit da pronto soccorso, perché molte delle vittime che gli vengono attribuite non sono in realtà state uccise da un morso di vipera bensì dallo choc anafilattico causato da un'iniezione di siero, magari praticata in seguito al morso di un'innocua biscia. Che le cose, per la povera vipera, si mettano subito male anche dal punto di vista puramente simbolico del resto è chiaro già da una semplice consultazione del vocabolario che, una volta declinate le origini etimologiche (vipera viene dal latino vivopera, forma sincopata di vivus e parere, ossia che partorisce prole viva) e zoologiche di questo rappresentante dell'ordine degli squamati (serpente velenoso lungo circa mezzo metro, con la testa triangolare, coda corta, lingua bifida e due denti del veleno), subito aggiunge un significato ben significante: "persona maligna e infida". Un soggetto da cui girare alla larga, anche a livello onirico, ché, a sentire certe interpretazioni, la vipera, quando appare in un sogno, "tradisce una pulsione non integrata nella gerarchia cosciente dei valori". Insomma, diciamo che di lei si è detto tutto il male possibile. Perfino nelle canzoni, che le hanno riservato un posto d'onore nella hit parade degli anni Quaranta ("...Vipera, sembravi un angelo, la voce simbolo della tua malvagità..."). Finché si ha a che fare con un'idea, tuttavia, possiamo continuare a credere a tutto quel che vogliamo. Se, viceversa, facciamo i conti con la realtà, dobbiamo cominciare a osservare che non sempre tutti i grandi pregiudizi possono essere trasformati in piccoli giudizi. Per quanto mi riguarda, avendo a lungo frequentato boschi e pietraie dove incontrare una vipera non era difficile (specie se si camminava in silenzio, senza far tanto casino), posso testimoniare che qualche dubbio su quello che si raccontava attorno alle vipere l'ho cominciato ad avere fin da ragazzino. Innanzitutto: non affatto vero che la vipera è aggressiva; anzi la prima preoccupazione del serpente, non appena si accorgeva della mia presenza, era quella di darsela a tutta spira. Secondo: la vipera, a meno che non la affrontiate in un corpo a corpo, non è affatto un fulmine di guerra; anzi, ogni volta che da ragazzo (spinto, oltre che da una furia giustizialista nei confronti di questa nemica del popolo, dal premio di cinquecento lire pagato dalla Forestale per ogni esemplare catturato, vivo o morto), ammazzavo a bastonate una vipera, la poveretta si dimostrava inequivocabilmente estremamente lenta e incapace di reggere lo scontro a media distanza. Con il passare del tempo molte altre credenze, anche se tramandate da generazioni, si sarebbero dimostrate infondate. E anche se non sono mai arrivato a trattare le vipere come certi amici, che le catturavano tranquillamente con le mani e la sera le esibivano sui tavoli dell'osteria, tra il fumo delle Alfa senza filtro e un litro di Clinton (a questo proposito, tuttavia, ho sempre avuto il sospetto che "il Rosso", prima di prenderle a schiaffi per il divertimento di tutta la compagnia preparasse i suoi soggetti lasciandoli per un quarto d'ora in frigorifero, il che, per una vipera che trae la forza dal calore del Sole è come prendere un intero tubetto di sedativo), devo confessare che, in definitiva, sono arrivato a considerare questi famosi pericoli pubblici numero uno come dei poveretti, vittime della propaganda. La vipera, lo confesso, ormai per me è una babbea. Pericolosa se non la vedete, lei non vede voi e ci mettete un piede sopra: del tutto innocua altrimenti. Se la vedete, provate a osservarla. E forse ve ne accorgerete anche voi. Allora provate a immaginarla davvero come un'astrazione. Una divinità, come la consideravano gli egizi, associandola alle trasformazioni fisiche e spirituali (nelle pitture delle piramidi l'uomo entra nella bocca del serpente, che assomiglia a un alambicco, e viene espulso dalla coda, sotto forma di scarabeo). Oppure attenetevi al Vocabolario degli Accademici della Crusca, edizione 1738: "Vipera è una generazione di serpenti ch'è si fiera di natura che quando il maschio si congiunge con la femmina elli mette il capo dentro la bocca della femmina e quando ella sente il diletto della lussuria ella stringe co' denti e morde via il capo e quello capo inghiotte dentro il suo corpo". Ma questo è un altro discorso. Che attiene alla famosa danza d'amore delle vipere. Forse ne riparleremo.

La Repubblica

 

 
Firenze: catturato serpente in piazza ss. Annunziata

16/08/1999

FIRENZE, 16 OTTOBRE - Un biacco, serpente innocuo ma mordace, è stato catturato ieri notte in piazza Santissima Annunziata dove sembra fosse stato abbandonato da alcune persone che solitamente stazionano sotto il loggiato. L' allarme sulla presenza del rettile era stato dato alla polizia dalla dipendente di un hotel che si trova nella piazza. La stessa donna avrebbe anche spiegato che il serpente era stato abbandonato da alcune persone. In attesa dell' arrivo del direttore del Centro di scienze naturali di Prato, Gilberto Tozzi, che ha catturato il rettile, il serpente, piuttosto aggressivo e che alla fine si era attorcigliato a una colonna del loggiato, è stato tenuto a bada con una scopa.

Quotidiano.net

 

 
Roma: trovato morto un serpente di due metri e mezzo

03/12/2001

ROMA, 03 dic - Paura a Roma per colpa di un boa morto lungo due metri e mezzo ritrovato, ieri sera, in via Vincenzo Drago. A notare il RETTILE un cittadino che ha subito chiamato la Polizia. Sono in corso indagini per scoprirne il proprietario. Secondo gli inquirenti l'animale potrebbe essere stato abbandonato proprio in seguito al decesso.

News 2000

 

 
African Fossil Find: 40-Foot Crocodile

26/10/2001

By Guy Gugliotta Washington Post Staff Writer Friday, October 26, 2001; Page A03 The crocodile was a silent stalker, as long as a school bus and weighing almost 18,000 pounds. It cruised the primeval rivers of what is now Saharan Africa, looking for unwary dinosaurs to snatch and eat. "It was absolutely enormous," said University of Chicago paleontologist Paul C. Sereno. "There's nothing that would be able to handle that animal. It's like a torpedo of muscle five feet in diameter. The skull of the world's largest living crocodile looks like an horsd'oeuvre by comparison." In an age of giants 110 million years ago, Sarcosuchus imperator was a top-of-the-food-chain predator with four-foot jaws that could gobble fish 12 feet long. The ancient crocodile was probably able to scoot ashore to bring down dinosaurs weighing tons. Reporting on the journal Science's Web site, the Sereno-led team of paleontologists for the first time described the size and habits of this beast, whose remains were found in central Africa's bone-dry Tenere Desert in an area of Niger called Gadoufaoua -- "the place where camels fear to tread," in the Tuareg language. The existence of Sarcosuchus has been known since bones were first unearthed by French geologists in 1964, but scientists previously were unable to estimate the animal's size because they did not have an intact skull, Sereno said. The Sereno team's discovery included several skulls and other bones, and since "there is a well-documented relationship between head and body size in crocodilians," Sereno said, the researchers were able to figure out what Sarcosuchus looked like. What they found was an animal easily recognizable as a crocodile, but almost unimaginably larger than any modern-day descendant. Sarcosuchus was 37 to 40 feet long with a head almost six feet long. It weighed at least 17,600 pounds -- about one-and-a-half times as much as an African elephant. By contrast, the largest Australian crocodiles are no more than 21 feet long and weigh a bit more than one ton. American alligators, the most familiar species in North America, can grow as long as 15 feet and weigh as much as 1,300 pounds. Sarcosuchus was covered head to tail with overlapping bony plates called "scutes," each one etched with growth rings. Extrapolating from the scute of a young adult, the Sereno team estimated the giant crocodiles probably attained their great size because they grew throughout their 50- to 60-year lifespan. "With today's crocs, you basically have a period of fast growth, then a little bit of growth," Sereno said. "This guy wasn't slowing down." Modern crocodiles routinely live 70 years; many have lived considerably longer. Sarcosuchus is one of a considerable number of out-sized waterborne reptile marauders, none of which have survived to the present day. Why they lived at all -- and grew to such a size -- remains a mystery. "One theory is that an animal will constantly evolve into a larger size," said Michael J. Everhart, adjunct curator of paleontology at the Sternberg Museum of Natural History at Fort Hays State University in Kansas. Everhart studies giant marine reptiles known as mosasaurs. Also, said Columbus State University paleontologist David R. Schwimmer, "living conditions were good." Schwimmer studies Dinosuchus, a giant North American crocodile about the same size as the earlier Sarcosuchus. Both creatures lived during the Cretaceous Period, a time of global warming when vegetation was lush enough to support large numbers of enormous dinosaurs and other creatures. The Sereno-led expedition, funded principally by National Geographic and the David and Lucile Packard Foundation, found quite different conditions in 1997 and 2000 -- a windblown, sandy wilderness where the only water supply was that brought in by the excavators. But the Tenere is known as a fossil treasure trove because of its ancient ecosystem: "There were trees, jungle, a variety of fish and rivers 200 to 300 feet wide," Sereno said. "We found five different species of crocodiles and collected over 20 tons of fossils." Sarcosuchus dominated its habitat. It was a fish-eater, but with nostrils and eyes vertically placed, it could, like modern crocodiles, cruise the riverside almost imperceptibly, keeping a sharp lookout for shore-based prey while its enormous body remained invisible below the water's surface: "It was built for ambush," Sereno said. Noting that modern Nile crocodiles can attack wildebeests and cattle, "it is easy to imagine this one taking down iguanodons and duckbills" weighing as much as two tons, he said. "For months, life is easy and good, then one day he wakes up and thinks, 'I'm hungry today.' " Sarcosuchus's teeth were short, fat and cylindrical and the four-foot jaws had an overbite, Sereno said. It was a mouth built for "puncture-crushing" of large vertebrates and not exclusively for eating fish. Sarcosuchus's only possible competitor wasthe dinosaur Spinosaurus, a vicious terrestrial carnivore that gained notoriety as the arch-villain in "Jurassic Park III." Sereno said his team found Spinosaurus remains in the same area as Sarcosuchus. "There would have been some really interesting interaction," Sereno said. But the crocodiles may have had the advantage: "We're talking about amazingly nasty animals," said Columbus State's Schwimmer. "Unlike [land-based predators], they would be coming out of nowhere. You would be crossing a river, and all of a sudden this thing would swim up and bite you in half."

Washington Post

 

 
Scientists Unearth Prehistoric Crocodile Remains

25/10/2001

by Guy Gugliotta Washington Post Staff Writer Thursday, October 25, 2001; 2:13 PM The crocodile was a silent stalker, as long as a school bus and weighing almost 18,000 pounds. It cruised the primeval rivers of what is now Saharan Africa, looking for unwary dinosaurs to snatch and grab. "It was absolutely enormous," said University of Chicago paleontologist Paul Sereno. "There's nothing that would be able to handle that animal. It's like a torpedo of muscle five feet in diameter. The skull of the world's largest living crocodile looks like an hor d'oeuvre by comparison." Sarcosuchus imperator lived 110 million years ago, and in an age of giants, this ancient crocodile was a top-of-the-food-chain predator with four-foot jaws, that could gobble fish 12 feet long, and was probably able to scoot ashore to bring down dinosaurs weighing tons. Reporting in today's edition of the journal Science, the Sereno-led team of paleontologists for the first time described the size and habits of this beast, whose remains were found in central Africa's bone-dry Tenere Desert in an area of Niger called Gadoufaou – "the place where camels fear to tread," in the Tuareg language. Sereno explained that the existence of Sarchosuchus has been known since bones were first unearthed by French geologists in 1964, but scientists could not estimate the animal's size because they did not have an intact skull. The Sereno team's discovery included several skulls and other bones, and since "there is a well-documented relationship between head and body size in crocodylians," Sereno said, the researchers were able to figure out what Sarchosuchus looked like. What they found was an animal easily recognizable as a crocodile, but almost unimaginably larger than any modern-day descendant. Sarcosuchus was 37 to 40 feet long, with a 5 1/2-foot-long head and 4 foot jaws. It weighed at least 17,600 pounds – about 1.5 times as much as an African elephant. By contrast, the largest Australian crocodiles are no more than 21 feet long and weigh a bit over 1 ton. American alligators, the most familiar species in North America, can grow to 15 feet and weigh up to 1,300 pounds. Sarchosuchus was covered from head to tail with overlapping bony plates called "scutes," each one etched with growth rings. Extrapolating from the scute of a young adult, the Sereno team estimated that the giant crocodiles probably attained their great size because they grew throughout their 50- to 60-year lifespan. "With today's crocs, you basically have a period of fast growth, then a little bit of growth. This guy wasn't slowing down." Modern crocodiles routinely live for 70 years, and many have lived considerably longer. Sarchosuchus is one of a considerable number of outsized waterborne reptile marauders, none of which have survived to the present day. Why they lived at all – and grew to such a size – remains a mystery. "One theory is that an animal will constantly evolve into a larger size," said Michael Everhart, adjunct curator of the Sternberg Museum of Natural History in Hays, Kansas. Everhart studies giant marine reptiles known as mosasaurs. Also, added Columbus State University paleontologist David R. Schwimmer, "living conditions were good." Schwimmer studies Dinosuchus, a giant North American crocodile about the same size as the earlier Sarchosuchus. Both creatures lived during the Cretaceous Period, a time of global warming when vegetation was lush enough to support large numbers of enormous dinosaurs and other creatures. The Sereno-led expedition, funded principally by National Geographic and the David and Lucile Packard Foundation, found quite different conditions in 1997 and 2000 – a windblown, sandy wilderness where the only water was the supply brought in by the excavators. But the Tenere is known as a fossil treasure trove because of its ancient ecosystem: "There were trees, jungle, a variety of fish and rivers 200 to 300 feet wide," Sereno said. "We found five different species of crocodiles and collected over 20 tons of fossils." Sarchosuchus dominated its habitat. It was a fish-eater, but with nostrils and eyes vertically placed, it could, like modern crocodiles, cruise the riverside almost imperceptibly, keeping a sharp lookout for shore-based prey while its enormous body remained invisible below the water's surface: "It was built for ambush," Sereno said. Noting that modern Nile crocodiles can attack wildebeests and cattle, "it is easy to imagine this one taking down iguanodons, and duckbills" weighing up to two tons, he said. "For months life is easy and good, then one day he wakes up and thinks 'I'm hungry today.'" Sarchosuchus's teeth were short, fat and cylindrical, and the jaws had an overbite, Sereno said. It was a mouth built for "puncture-crushing" of large vertebrates, and not exclusively for eating fish. Sarchosuchus's only possible competitor was the dinosaur Spinosaurus, a vicious terrestrial carnivore which gained notoriety as the arch-villain in Jurassic Park III. Sereno said his team found Spinosaurus remains in the same area as Sarchosuchus. "There would have been some really interesting interaction," Sereno said. But the crocodiles may have had the advantage: "We're talking about amazingly nasty animals," said Columbus State's Schwimmer. "Unlike (land-based predators), they would be coming out of nowhere. You would be crossing a river, and all of a sudden this thing would swim up and bite you in half.

Washington Post

 

 
Un serpente sul motorino

14/09/2001

La disavventura è accaduta a ragazza. Al posto della catena ha trovato una serpe lunga un metro che l'ha morsa. Fortunatamente senza conseguenze. ROMA-Al posto della catena del motorino, si è trovata di fronte ad un serpente lungo un metro, che l'ha morsa su un braccio. E' accaduto intorno alle 17, sul lungotevere della Vittoria. Una ragazza di 24 anni, Maria Assunta Presutti, aveva appena aperto il bauletto del suo motorino. A un certo punto, dalla parte inferiore del mezzo, si è levato un serpente lungo un metro. La ragazza ha cercato di allontanarsi, ma non è riuscita ad evitare che il rettile la mordesse sul braccio. Mentre veniva trasportata d'urgenza al Santo Spirito, sul posto arrivava il personale delle volanti, che provvedeva a bloccare l'animale. In realtà si trattava di un innocuo serpente della specie Biacco, che non è in grado di uccidere. Tanta paura, quindi, per Maria Assunta, ma per fortuna nessuna conseguenza più seria.

Il Nuovo

 

 
Serpente in campo, partita interrotta

04/09/2001

In Paraguay, durante una partita fra due squadre amatoriali, un rettile è entrato in campo facendo scappare arbitro e giocatori. Si è ripreso a giocare solo dopo che l'animale è stato ucciso. LA PASTORA - Una partita tra due squadre amatoriali, in Paraguay, è stata sospesa, al 10 minuto del secondo tempo, per l'irruzione in campo di un serpente. Alla vista del rettile giocatori e arbitro sono scappati a gambe levate. Solo quando il serpente è stato ucciso le due squadre hanno fatto ritorno in campo per riprendere a giocare.

Il Nuovo

 

 
Malaysia, pitone gigante divora vitello

03/09/2001

L'animale è stato catturato dopo aver ingurgitato un vitello. Era così pesante che non riusciva più a muoversi. Nel suo stomaco c'era un vitello intero. KUALA LAMPUR - Un po' troppo ingordo. E questa volta l'ha pagata. Protagonista di una vicenda al limite del reale è un pitone divoratore che, in un attacco di voracità, ha finito per ingurgitare un vitello. E l'animale era così grosso che, il pitone affamato, non è più riuscito a muoversi ed è stato alla fine catturato. A riportare la vicenda è stato lunedì un giornale locale di Kuala Lampur, in Malaysia, che ha riportato anche le dimensioni del pitone, trovato nel nord del Paese: 150 chilogrammi. La cattura dell'animale è stata praticamente una passeggiata: dopo avere ingurgitato il vitello, il pitone, infatti, era così pesante che non riusciva ovviamente a muoversi. Ma la sorpresa è arrivata solo dopo che il rettile è stato ucciso e nel suo stomaco è stato ritrovato l'altro enorme animale. I pitoni giganti, che possono raggiungere i dieci metri di lunghezza, si nutrono essenzialmente di uccelli e di mammiferi.

Il Nuovo

 

 
Un serpente di due metri mette paura vicino a Pisa

27/08/2001

PISA, 27 ago - Una pattuglia della Forestale ha pattugliato tutto il giorno la pineta di Calambrone, tra Pisa e Livorno, per rintracciare un grosso serpente che era stato segnalato da alcune persone. Il rettile è stato trovato mentre riposava sotto i pini. Lungo due metri, grigio e con strisce nere trasversali è una specie innocua anche se di solito non raggiunge simili dimensioni. Il serpente è stato prelevato dagli uomini della Forestale e rilasciato in una zona più interna meno frequentata dalle persone.

News 2000

 

 
Usa, bimba strangolata dal pitone "di casa"

25/08/2001

La madre di Amber Mountain, 8 anni, era uscita di casa per un'ora. Al suo ritorno ha trovato la piccola priva di sensi con il serpente arrotolato al collo. E' morta dopo tre giorni di coma. PITTSBURGH - E' bastato un attimo di distrazione, un'ora in casa da sola. Quando la mamma è tornata, Amber era stesa sul pavimento della cucina, con il pitone "di casa" arrotolato intorno al collo. Per tre giorni non ha più ripreso conoscenza: è morta al Children's Hospital di Pittsburgh poco dopo essere stata dichiarata cerebralmente morta dai medici. Non si sa se i genitori abbiano chiesto di staccare la spina del respiratore artificiale. Gli inquirenti che stanno indagando sulle circostanze dell'attacco di cui la bambina di 8 anni è rimasta vittima, hanno disposto un'autopsia. Alla polizia la madre di Amber Mountain ha raccontato di essere uscita di casa per un'ora, lasciando la bambina da sola: al suo ritorno l'ha trovata priva di sensi in cucina: arrotolato intorno al collo c'era il pitone birmano di tre metri, che era uscito dalla sua "gabbia" nella camera da letto dei genitori. I Mountain, che tengono in casa, oltre al pitone, altri cinque serpenti e diverse lucertole, avevavano gia perso una figlia cinque anni fa. Il 14 marzo 1996, il padre aveva involontariamente schiacciato con proprio corpo nel sonno la piccola Brittany, di tre mesi. La polizia concluse che si trattava di un incidente. Il Nuovo (25 AGOSTO 2001, ORE 18:00)

Il Nuovo

 

 
Intendenza di Finanza, trovato un serpente

23/08/2001

Un custode ha scoperto l’animale, lungo più di un metro, nell’ufficio dell’archivio. Di origine equatoriale, il rettile è stato catturato dai vigili e consegnato ai veterinari dell’Asl. MILANO – Stava facendo un normale giro di controllo e all’improvviso ha visto un lungo serpente. Tra lo stupore e la paura, visto che era proprio l’ora di pranzo, il custode dell’edificio dell’Intendenza di Finanza si è allontanato e ha chiamato i vigili. Poco dopo una pattuglia della polizia municipale è intervenuta nel palazzo di via Ugo Bassi al civico 4. Due agenti si sono recati nell’archivio dell’Ufficio del registro, al secondo piano interrato, dove hanno trovato un serpente equatoriale lungo un metro e venti. L’hanno preso per la coda, con dei guantoni, l’hanno messo in un sacco e poi in uno scatolone. La prudenza non è mai troppa, anche perché nessuno ancora sapeva se si trattava di una specie velenosa. In seguito i vigili del fuoco hanno ispezionato tutto l’archivio per verificare la presenza di altri rettili. L’unico trovato è stato quello catturato, consegnato al Servizio veterinario dell’Asl. Il serpente è un ‘elafe guttata’, una specie equatoriale non velenosa.

Il Nuovo

 

 
Milano, trovato serpente in strada; e' stato 'ospitato' in questura

18/08/2001

MILANO - Ha trascorso la notte in gabbia, in Questura, a Milano, ma non si tratta di un ricercato o di un arrestato, ma di un serpente di circa un metro, di colore verde, trovato per strada dalla polizia. Gli agenti hanno notato un serpente che cercava di infilarsi sotto il cofano motore di un'auto parcheggiata. I poliziotti hanno chiamato i Vigili del Fuoco e dopo la cattura, il rettile e' stato ospitato per la notte in questura.

Ansa

 

 
Un intero zoo clandestino sul treno

30/07/2001

BERLINO, 29 lug - Su un treno diretto a Monaco di Baviera la polizia tedesca ha scoperto uno scatolone che conteneva un vero e proprio zoo. Al suo interno si trovavano tre SERPENTI neri velenosi, decine di ragni d'ogni tipo anch'essi velenosi, insetti, tre camaleonti e altri RETTILI esotici. Lo scatolone era in consegna a un giovane di 22 anni di nazionalità ceca che, secondo la polizia, era però ignaro del contenuto e fungeva solo da corriere. Quando il treno è arrivato a Monaco ad attendere lo scatolone-zoo c'era un uomo di 34 anni, condannato in passato per 95 casi di maltrattamenti di animali. Nel suo appartamento le forze dell'ordine hanno trovato un'altra settantina di animali velenosi o protetti e quattro SERPENTI enormi nel giardino.

News 2000

 

 
Estate, serpenti in fuga e pulcini abbandonati

27/07/2001

MILANO, 27 lug - Un esemplare di Ofide Lampropertis è stato recuperato, questa mattina intorno alle 6, dal titolare del negozio di animali che lo aveva venduto qualche giorno fa ad un cittadino milanese. Il RETTILE è stato bloccato proprio a Milano, in via Spontini, nel cuore della città, mentre stava tranquillamente "passeggiando" in cerca di refrigerio. Sono stati alcuni passanti a notarlo e a segnalarne la presenza in strada agli operatori del "113". L'animale era già fuggito due settimane prima e anche in quel caso era stato riconsegnato al distratto proprietario. Intanto, si fa sempre più drammatico il bilancio degli abbandoni di animali durante il periodo delle vacanze. L'ultimo episodio di una certa rilevanza si è verificato questa mattina sull'autostrada A14 dove sono stati individuati 600 pulcini stremati dalla fame, dalla sete e dal caldo. Purtroppo solo una cinquantina di esemplari si sono salvati: gli altri sono tutti morti a causa del pessimo stato di salute.

News 2000

 

 
Serpente entra in casa, una famiglia nel panico

20/07/2001

P. S. GIORGIO — Mobilitati carabinieri e vigili del fuoco, ma l'allarme è cessato solo dopo che due esperti del servizio veterinario dell'Asl hanno certificato l'innocuità dell'animale. Tutta colpa di un serpente «Elaphe Guttata» trovato da una famiglia sul davanzale di casa. Per fortuna solo un grande spavento.

Il Resto del Carlino

 

 
Emergenza rettili a New York

10/07/2001

"Attenzione. Fumigazione in corso. Non respirare", spiegano agli sbigottiti passanti strani cartelli che parlano dell'esistenza di lucertole giganti nel sottosuolo. Peccato che sia solo una burla. NEW YORK – L’incubo metropolitano di milioni di newyorkesi diventa realtà: fogne popolate da enormi rettili, figli “naturalmente modificati” delle lucertole finite giù per gli scarichi nei lontani anni ’60 e cresciute a base di liquami e scarichi fino a 3 metri di lunghezza e 200 chili di peso. E così la Grande Mela corre ai ripari, avviando una grandiosa campagna di disinfestazione del sottosuolo. “Attenzione. Fumigazione in corso. Non respirare”, recitano a ogni angolo di strada i cartelli di avviso ai passanti sbigottiti. E li invitano a consultare l’immancabile sito per tutte le spiegazioni del caso: la fumigazione è l’unico sistema per uccidere i “mostri” del sottosuolo. Peccato, però che si tratti solo di uno scherzo di qualche buontempone con la passione per Godzilla. A farne le spese, con l’inevitabile arrabbiatura, sono i responsabili della rete fognaria, costretti a rispondere alle telefonate preoccupate della cittadinanza: “Può anche essere uno scherzo, ma non è certo divertente”.

Il Nuovo

 

 
Serpente in cerca di una pizza

09/07/2001

I rettili sono attratti dal latte e la pizza, quando è buona, di mozzarella trabocca. Ergo, il serpente che nella serata di ieri s'è materializzato in via Spontini voleva andare a gustarsi una porzione al taglio nel noto esercizio all'angolo con corso Buenos Aires. Ma nel locale non c'è arrivato perché il proprietario, accortosi dell'evasione in tempo utile, s'è precipitato in strada e ha recuperato il «grazioso» animaletto. L'equipaggio della Volante smistata sul posto non ha dovuto, quindi, prodursi in una battuta di caccia al serpente a due passi dal centro e i passanti che avevano notato il rettile sul marciapiede non hanno accusato crisi di panico. Quanto all'«evaso»... Beh, alla pizza ha dovuto rinunciare ma la cena a base di trita scelta non l'ha saltata. Alla fine, ci ha rimesso solo il topo che ha fornito la materia prima.

Il Giorno

 

 
Colombia, serpente morde un contadino sul pene

06/07/2001

BOGOTÀ, 6 lug - Un contadino colombiano è stato morsicato al pene da un serpente. L'uomo, che si era rifugiato dietro a un cespuglio per un bisogno fisiologico, è riuscito a liberarsi del velenosissimo mapana tigre solo grazie all'intervento della moglie, insospettita dalle urla disumane che provenivano dai campi. Trasportato in ospedale, l'uomo è stato sottoposto a una terapia antiveleno che lo ha salvato appena in tempo. Il Mapana tigre, lungo da trenta centimetri al mezzo metro, è infatti molto temuto nella regione per il potente veleno. Ora il contadino si sta riprendendo e si vede costretto a far fronte alla morbosa curiosità degli altri ricoverati che vogliono vedere gli effetti di un morso di serpente in un posto piuttosto inusuale.

News 2000

 

 
Scappata iguana che assale le signore

03/07/2001

10:23 SCAPPATA IGUANA CHE ASSALE LE SIGNORE In Gran Bretagna è fuggita dalla casa che la ospitava LONDRA, 3 lug - Un'iguana con una particolare avversione alle donne è scappata dalla casa dove era tenuta a Benfleet, nell'Essex. E ora le signore sono in allarme. La polizia ha fatto sapere che l'animale è lungo poco più di un metro, ha artigli affilati e può colpire chiunque tenti di catturarlo, motivo per cui è importante non avvicinarlo. Iggy, questo il nome dell'iguana, non ama troppo le donne e le aggredisce. Un responsabile della Royal Society per la prevenzione della crudeltà sugli animali ha spiegato che le iguane non sono pericolose o aggresive se vengono lasciate in pace. Si tratta di rettili vegetariani diffusi in America Centrale e meridionale che amano arrampicarsi sugli alberi, mangiare il fogliame e soprattutto il sole. Il proprietario ha fatto sapere che difficilemnte Iggy potrà sopravvivere a lungo fuori dalla casa che la ospitava e dove era costantemente riscaldata da una lampada. L'animale necessita infatti di una temperatura media intorno ai 26 gradi e potrebbe essere morta nella notte a causa dell'abbassamento della temperatura.

News 2000

 

 
Florida, turista ferita da alligatore

28/06/2001

La donna è stata attaccata, mentre nuotava in un lago Domenica una bimba è stata uccisa dal morso di un rettile Florida, turista ferita da alligatore MIAMI (Florida) - Non soltanto attrazione turistica o leggenda metropolitana. Gli alligatori negli Stati Uniti sono diventati in questi ultimi giorni soprattutto un problema di sicurezza sociale. Arriva dalla Florida l'ultima notizia. Che parla di una donna, una turista, aggredita e gravemente ferita mentre faceva il bagno in un lago della Land O'Lakes, sulla costa occidentale della Florida. La turista stava nuotando, non molto lontano dalla sponda - come poi ha raccontato una testimone - quando è stata assalita da un alligatore. Un caimano di circa due metri, per l'esattezza, che l'ha morsa a un braccio e alla gamba. L'alligatore era stato avvistato già da diverse settimane ed erano giorni che ormai nella zona gli si dava la caccia. Ma purtroppo, solo dopo questo incidente il rettile è stato catturato. La scena e il momento dell'aggressione, le grida della donna ferita, le fauci dell'alligatore le ha raccontate alla polizia Sabrina Vizzari, responsabile del Lake Como Resort, un villaggio turistico per nudisti che sorge proprio sulle sponde del lago. Sono stati gli urli della vittima a richiamare l'attenzione del marito, che è riuscito a trascinarla velocemente fuori dall'acqua e a trarla in salvo. Trasporata immediatamente in aereo all'ospedale di Tampa, poco lontano dalla zona, la donna è ricoverata in condizioni gravi, ma - pare - stabili. E' stato invece fatale domenica scorsa, per una bimba di due anni, il morso di un altro alligatore, sempre in Florida, nella città di Winter Haven. Di nuovo sulle sponde di un lago, il Lake Cannon: la piccola Alexandria Murphy, sfuggita al controllo dei genitori, è stata aggredita e poi, come poi ha confermato l'autopsia, uccisa dal rettile. Sulle testate statunitensi, gli esperti si interrogano su questa esplosione di aggressività da parte degli alligatori, considerati in genere non molto pericolosi al punto che è diventata una moda diffusa tra gli americani averne anche a casa. Ma pare che questa, confermano gli etologi sulle colonne del "Miami Herald", sia la stagione - da aprile fino ad agosto - in cui gli alligatori diventano particolarmente irascibili, in coincidenza della deposizione delle uova da parte delle femmine. E tutto questo può diventare un problema non di second'ordine, dal momento che esistono parchi, come il Gatorland, in Florida, dove dare da mangiare ai coccodrilli è una delle maggiori attrazioni del luogo. E se la settimana scorsa l'avvistamento a Central Park di un cucciolo di caimano era stato vissuto con ironia dai newyorkesi, che hanno seguito con divertimento e passione la caccia al rettile - fino alla sua cattura, sono giorni che a Buffalo invece la polizia sta ancora faticando per acciuffarne un altro esemplare. Ma, pare, di dimensioni decisamente maggiori e soprattutto con molto meno spasso da parte degli abitanti della zona.

La Repubblica

 

 
I coccodrilli del Nilo "sfrattati" da una pianta

24/06/2001

L'ombra proiettata sui nidi dalla "Chromolaena odorata" fa nascere un numero eccessivo di femmine I coccodrilli del Nilo "sfrattati" da una pianta a cura di GALILEO UN vegetale alieno minaccia i coccodrilli del parco di Santa Lucia nella provincia sudafricana del Kwazulu/Natal. Le radici fibrose della Chromolaena odorata, i cui semi sono stati importati in Africa una sessantina di anni fa, invadono i nidi dei rettili, costringendoli ad abbandonarli. Inoltre, le sue fronde, ombreggiando le covate, alterano lo sviluppo degli embrioni, il cui sesso è determinato dalla temperatura. L'allarme viene da uno studio del Dipartimento di Conservazione ecologica dell'Università di Stellenbosch (Sud Africa) realizzato insieme ai volontari dell'Earthwatch Institute e pubblicato sulla rivista Biological Conservation. Come ogni anno, spiegano i ricercatori, le femmine di coccodrillo tornano al vecchio nido per deporre le uova ma, trovandolo inutilizzabile, le abbandonano nell'acqua e si mettono a cercare un luogo più adatto, più accogliente e soleggiato. Come accade per molti altri rettili, infatti, la temperatura alla quale sono mantenute le uova determina il sesso dei nascituri coccodrilli. E, secondo i ricercatori, l'ombra proiettata sui nidi dalla Chromolaena odorata porterebbe alla nascita di un numero eccessivo di femmine: tre per ogni maschio. "E' necessario intervenire con urgenza", ha spiegato Alison Leslie coordinatrice della ricerca, "perché non sono a rischio soltanto i coccodrilli della zona di Santa Lucia, ma anche quelli di molte altre zone dell'Africa".

La Repubblica

 

 
New York, un alligatore avvistato a Central Park

19/06/2001

Il rettile, lungo circa 60 centimetri è stato incontrato da una bimba nel parco in pieno centro New York, un alligatore avvistato a Central Park E la gente corre al parco per cercare di vederlo NEW YORK - C'è chi lo ha già ribattezzato il mostro di Lochness americano, e chi per l'occasione rievoca la più tradizionale delle leggende metropolitane newyorkesi. Fatto sta che, da quando sabato sera un alligatore di circa sessanta centimetri (tra i 18 e i 25 pollici, hanno detto gli inquirenti) è stato avvistato nei prati di Central Park, nella città si è scatenata una vera e propria caccia al rettile. Con turisti e curiosi che da ogni quartiere vanno di proposito nel parco, per cercare di vedere quella che è già diventata l'ultima attrazione. Non è stata invece molto contenta di incontrare l'alligatore (dovrebbe trattarsi di un cucciolo), la bimba di otto anni che per prima ha segnalato la presenza dell'animale. Spaventata alla vista dell'animale che camminava lungo le rive di un fiumicello, la piccola, che era in compagnia della sorellina di cinque anni, nella parte settentrionale di Central Park, verso la zona di Harlem, ha subito richiamato l'attenzione del padre, un poliziotto che era fermo poco distante intento a pescare. E poco dopo, quello che all'inizio sembrava solo lo spavento di due bambine, ha trovato conferma nella testimonianza di almeno altre 25 persone adulte che hanno dichiarato di aver visto l'alligatore aggirarsi tra i giardini del parco. E' stato allora, che la caccia al rettile ha avuto inizio. I custodi di Central Park stanno cercando - per ora invano - di individuare e catturare l'animale, per poi trasferirlo nelle paludi della Florida dove vivono migliaia di suoi colleghi. Come già era successo diversi anni fa, con un coccodrillo a spasso in parco del Queens. E intanto si intensifica il tam tam degli avvistamenti, tra i frequentatori del parco che ormai si sono già come "affezionati" all'idea del piccolo rettile. "In fondo, l'abbiamo sempre saputo che nelle fognature della città ci sono gli alligatori", commenta non senza un ghigno di ironia un certo signor Patrick Hart, mentre continua a prendere placidamente il sole. Di alligatori nel sottosuolo della Grande Mela si è sempre parlato. C'è anche chi giura di averli trovati nella sua vasca da bagno o di averli visti spuntare dal water, mentre era intento in operazioni tanto naturali quanto riservate. Questo potrebbe essere stato abbandonato da qualche eccentrico amante dei rettili che l'aveva in casa. E se le varie baby sitter sono allarmate all'idea di nuovi possibili incontri ravvicinati e si tengono stretti i bambini, per i più sensibili alle ragioni degli animali l'esigenza prioritaria ora è quella di prendere l'alligatore prima che torni il freddo e ne causi una morte annunciata. Tutto il resto dei newyorkesi che, invece, rimane a distanza da Central Park per paura o prevenzione, si sta comunque appassionando alla storia, inventandosi i nomi più fantasiosi per il sondaggio organizzato dal tabloid "New York Post".

La Repubblica

 

 
Un registro per animali e piante in estinzione

18/06/2001

PERUGIA, 18 giu - Chi utilizza per scopi commerciali piante e animali esotici protetti dalla convenzione di Washington (Cites) fra pochi giorni dovrà essere munito di appositi registri. I trasgressori saranno puniti con sanzioni amministrative che possono arrivare a 18 milioni di lire. I registri devono essere richiesti ai servizi di certificazione Cites, Corpo forestale dello Stato o inviando istanza a mezzo fax o raccomandata a/r. Così è stato stabilito da un decreto del ministro dell'Ambiente, che ha fissato il prossimo 30 giugno come data di scadenza. Il decreto, che interesserà almeno 20mila soggetti, stabilisce l'obbligo dei registri per tutti coloro, privati compresi, che fanno scambio o locazione a qualsiasi titolo di piante e animali esotici, per giardini zoologici, orti, acquari, circhi e mostre faunistiche che detengano uccelli in cattività come il piccione selvatico, il parrocchetto dal cappuccino o il cardellino del Venezuela, mentre sono esclusi i derivati sottoforma di accessori e oggettistica. Sono invece esentati: istituzioni scientifiche e di ricerca pubbliche e private autorizzate, chi detiene ed alleva animali e piante a fini non commerciali, non fa scambio, permuta o locazione degli esemplari. Tutti i dettagli sono visionabili sul sito www.corpoforestale.it.

News 2000

 

 
Un serpente e a scuola ci si barrica

05/06/2001

MUGGIO' (Milano) — E' proprio il caso di dire che «serpeggia» un po' di preoccupazione fra le centinaia di studenti del plesso elementare-media del quartiere Taccona a Muggiò, cittadina fra la Brianza e l'hinterland milanese. L'altro giorno, infatti, alcuni docenti che stavano attraversando i corridoi della scuola hanno avvistato un serpente, lungo circa mezzo metro, che strisciava vicino a un portaombrelli. Subito è scattato l'allarme: gli alunni sono stati fatti «barricare» nelle aule e sono stati chiamati i vigili del fuoco. Il primo ad accorrere sul posto è stato però un veterinario mandato dal Comune, che si è messo a caccia del rettile: un «biacco», serpente di campagna che morde e che, pur non essendo velenoso, poteva terrorizzare i piccoli alunni. Lo specialista è riuscito a catturare l'intruso e a portarlo via ma la vicenda non si è conclusa. Con tutta probabilità, il serpente non era solo: questo tipo di rettili vive in gruppo.

Il Giorno

 

 
Un mondo di fobici

30/05/2001

Ragni, vuoto, buio, altezza: 500 paure ci condizionano la vita. Il battito cardiaco accelera, la sudorazione aumenta, il respiro si fa più affannato. Non ci sono dubbi. Siamo nel clou della paura. Ma non stiamo parlando di uno stato normale, dovuto a un evento realmente temibile e pericoloso. C'è chi prova questa odiosa sensazione per un... ragno. Benvenuti nel misterioso mondo delle fobie, regno dell'irrazionale e dell'assurdo. Paura dell'aereo, terrore dei serpenti, timore del buio, del vuoto o dell'altezza. Sono solo alcune delle più diffuse fobie che ci condizionano la vita. Sarebbero almeno 500 i diversi tipi di paure incontrollabili che ci affliggono. In Italia il fenomeno interessa una persona su quattro. E adesso su Phobialist, un sito americano, si possono passare in rassegna tutti questi timori verso un oggetto specifico. Ai primi posti nella classifica delle fobie più diffuse troviamo l'aracnofobia, o paura dei ragni, insieme al terrore per i topi. Restando nel mondo degli animali, anche l'ofidiofobia miete parecchie vittime: è la repulsione per i serpenti e per tutto ciò che striscia. Molte persone non riescono a prendere l'aereo, perché temono di morirci sopra: è l'aviofobia, e colpisce persino grandi manager e vip. Diversa è l'acrofobia, la paura dell'altezza, vale a dire la vertigine che coglie chi guarda verso il basso da altezze notevoli. E quanti di voi invece non riescono a dormire completamente al buio? Sono afflitti da nictofobia: guai a spegnere loro la lucina da notte... O ancora, quanti di voi sfuggono davanti a un ascensore dicendo: «No, io prendo le scale, faccio un po' di moto!»? In realtà non sopportano l'idea di rimanere chiusi dentro spazi troppo ristretti (si parla di claustrofobia). Problema opposto lo hanno le vittime di agorafobia, ovvero il timore degli spazi aperti. Si tratta di una delle peggiori fobie esistenti, poiché è altamente condizionante. Determina l'impossibilità di rimanere in luoghi vasti e affollati. Chi ne è colpito arriva a non voler più uscire di casa. Ne soffre il 4% degli italiani. In questi casi non siamo più nell'ambito delle fobie specifiche ma di quelle sociali, che talvolta possono sconfinare negli attacchi di panico.

Italia On Line

 

 
Zambia, neonato divorato da pitone; donna aveva partorito per strada

22/05/2001

LUSAKA - Un pitone si e' mangiato un neonato poco dopo la nascita nei sobborghi di Serenje, nello Zambia centrale. Ne ha dato notizia la televisione di stato. Joyce Mibenge colta dalle doglie mentre era intenta alle faccende di casa, e' uscita per andare in ospedale ma ha partorito mentre era in strada,accorgendosi con orrore che un grosso pitone che aveva gia' ingoiato, fino alle gambe, il neonato.Il rettile non e' stato trovato

Ansa

 

 
Coccodrilli fuorilegge

21/05/2001

ROMA, 21 mag - I coccodrilli non passano alla frontiera italiana. Non perché non sono dotati di passaporto o perché hanno commesso chissà quale reato, ma più semplicemente perché sono considerati fuorilegge. Secondo il decreto del 26 Aprile del 2001, infatti, in Italia è vietato il commercio e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e di rettili che possono, quindi, costituire un pericolo per la salute e l'incolumità pubblica. È considerato, dunque, fuorilegge chiunque abbia l'abitudine di acquistare specie esotiche e pericolose per tenerle in situazioni di cattività estranee alla loro abitudini. Lo sfruttamento commerciale è considerato, non solo in Italia ma anche in altri paesi, anche una delle principali cause di estinzioni di alcune specie animali. L'entrata in vigore di questa legge, che introduce il principio di danno ambientale, prevede sanzioni penali ed amministrative. Al ministero dell'ambiente è stato affidato il compito di fornire pareri su importazioni ed esportazioni, nonché monitorare lo stato di conservazione dell'ambiente per le specie oggetto di sfruttamento commerciale.

News 2000

 

 
Serpente entra in casa e si infila nel divano

20/05/2001

PISTOIA — Che fare se un serpente di un metro e mezzo entra strisciando in casa e si infila nel divano, fra il cuscino e lo schienale? Si chiama il servizio Tartaruga della Croce Verde. E' accaduto nel primo pomeriggio di ieri in un'abitazione della zona delle Quattro Strade, fra Ponte alle Tavole e Torbecchia. Il serpente in questione era un «biacco» specie innocua ma sgradevolmente mordace. Così il medico veterinario Giacomo Giromella, che non è nuovo a questo tipo di soccorsi, è intervenuto munito di guanti di protezione e ha afferrato il rettile, districandolo fra i cuscini del divano. Così ha riportato la calma fra le mura di casa. Il caldo primaverile favorisce la presenza dei serpenti che si avventurano ovunque, anche là dove non sono propriamente ospiti graditi.

La Nazione

 

 
Dai rettili una cura per l'intestino

20/04/2001

Veleno di serpente e pelle di rana hanno ispirato due nuove cure per alcuni comuni disturbi digestivi, come il colon irritabile ed il reflusso gastroesofageo. ROMA - Ricercatori dell'universita' della California hanno infatti scoperto due proteine umane, chimicamente simili ad altrettante proteine presenti nel veleno di rettile e nelle secrezioni della pelle di rana. Le proteine animali influenzano i movimenti muscolari nell'intestino e, in un esperimento sui porcellini d'India, si e' visto che lo fanno anche le corrispondenti proteine umane. Qun-Young Zhou e la sua equipe hanno battezzato queste proteine 'prokineticins'. Visto che sono in grado di controllare il movimento dei muscoli intestinali dei porcellini, i ricercatori pensano che le due proteine possano essere alla base di due future terapie per i disturbi che colpiscono l'intestino. Gli studiosi americani hanno scoperto infatti, si legge su 'Molecular Pharmacology', che le 'prokineticins' influenzano solo i muscoli del tratto digestivo e non quelli coinvolti nella respirazione e nella circolazione del sangue.

Il Nuovo

 

 
Australia: coccodrillo in citta', colpa dell'alta marea

10/02/2001

SYDNEY, 10 FEBBRAIO - Coccodrilli marini a nuoto per le strade allagate dall'alta marea. Investito da un'auto, un cucciolo di 50 centimetri è morto. È accaduto a Cairns, cittadina turistica sulla costa nordorientale dell'Australia, inondata da una marea alta oltre 3 metri e mezzo che durerà tutto il fine settimana. Il piccolo coccodrillo è stato trovato morto in un cantiere per la costruzione di barche e almeno altri tre, di quasi 2 metri, sono stati visti nuotare per le strade e sparire nella vicina mangrovia.

Quotidiano.net

 

 
Animali rari, romani condannati

06/02/2001

I tre sono stati processati in Australia per tentato contrabbando di sessanta serpenti e altri rettili. Secondo il giudice gli animali erano destinati al traffico illegale. Dovranno pagare una pesante multa. ROMA-Tre romani sono stati condannati oggi da un tribunale australiano a una forte multa per il tentato contrabbando di 60 serpenti e altri rettili destinati al traffico illegale di animali selvatici. I tre, Andrea Zerbini di 44 anni, Attilio Marra di 20 e Caterina Belcastro di 25 si sono dichiarati colpevoli davanti al tribunale di Broadmeadows, presso Melbourne, ma hanno detto di aver voluto solo fotografare gli animali, senza fini commerciali. Il magistrato Peter Lauritsen ha tuttavia stabilito che ''vi era un aspetto commerciale" nelle loro attività e li ha condannati a una multa di 10 mila dollari australiani (circa 12 milioni di lire) ciascuno. I rettili valevano sul mercato clandestino circa 20 mila dollari e comprendevano 10 rare vipere del deserto. Zerbini è commerciante di animali, mentre Marra e Belcastro, fidanzati da tre anni, sono studenti all'università di Roma, rispettivamente in Legge e in Economia e Commercio. La famiglia di Marra è di origini napoletane. Attilio Marra ha trascorso molti anni in Australia, è sempre stato amante dei rettili ed aveva la licenza per allevarli in casa. Era tornato in Italia da pochi pochi anni e si era iscritto all'università. In base ad alcune segnalazioni le autorità australiane hanno arrestato i tre la scorsa settimana a Melbourne. Provenivano da Perth (Australia Occidentale) e nel loro bagaglio sono stati trovati i 60 rettili. Secondo il pubblico ministero, avevano viaggiato nell'entroterra dell'Australia Occidentale e del territorio del Nord, catturando i rettili e registrando le loro imprese su video. Le cassette li mostrano mentre pungolano i rettili per farli muovere davanti all'obiettivo. I tre avevano detto alla polizia di aver portato gli animali a Melbourne per poter fare altre riprese in un deserto a nord della città. All'uscita dal tribunale i tre sono stati arrestati e detenuti nuovamente in attesa di espulsione dal paese: Zerbini e Belcastro da funzionari dell'Immigrazione per violazione delle condizioni del visto turistico (tentato contrabbando di animali protetti) e Marra da funzionari doganali, per aver portato degli animali selvatici in Australia.

Il Nuovo

 

 
L'importatore di rettili

22/12/2000

Keng Liang Wong, 42 anni aveva messo su un traffico di animali esotici compresi i temuti varani di Komodo, i più grandi rettili del mondo che vivono sull'isola indonesiana. Arrestato a San Francisco. Carlo Gregori SAN FRANCISCO - Importava negli Stati Uniti rettili rari o addirittura in estinzione e si calcola che i suoi traffici dal 1995 al 1998 gli abbiano fruttato mezzo miliardo di dollari Usa. Non si fermava davanti a niente, neppure ai temuti varani di Komodo, i più grandi rettili del mondo, lucertoloni famelici che vivono sull'omonima isola indonesiana e in pochi altri lunghi vicini. Keng Liang Wong, 42 anni, cittadino malesiano, è chiamato a rispondere di reati gravissimi davanti al tribunale di San Francisco. E' accusato di contrabbando di animali protetti, cospirazione e riciclaggio di denaro sporco. Sono stati ben quattordici i carichi di animali rari contrabbandati da Wong, secondo la procura della città californiana. I carichi hanno compreso, secondo gli accertamenti, almeno trecento animali. Tra questi il varano di Komodo, l'alligatore cinese, la tartaruga del Madagascar e la tartaruga a stella dell'India e altri rettili sotto stretta protezione ambientale in base al trattato di Washington. Wong, un uomo con una vita più che avventurosa alle spalle e a capo di una chiacchierata ditta di import-export che lavora tra Malaysia, Filippine e Indonesia, era già noto alle autorità di mezzo mondo ed è finito in manette a Città del Messico nel settembre del 1998 sempre per traffico di animali rari. E' stato estradato in agosto negli Stati Uniti (è coinvolto anche in un processo che si terrà in Arizona) e verrà processato in marzo. Contro di lui ci sarà anche la Procura Generale Federale per l'ambiente e le risorse naturali. Stando alle indagini, Wong portava negli Usa i varani di Komodo quando erano ancora piccoli, nascondendoli ovunque, anche nel bagaglio a mano. Ora questi rettili sequestrati sono in affidamento allo zoo di Los Angelese in attesa di trovare una sistemazione dignitosa. Contrabbandare varani resta comunque un'attività davvero insolita, anche per la pericolosità dell'animale. Questa bestia asiatica, che evoca figure mitologiche spaventose, è la lucertola più grande del mondo. Vive più di cinquanta anni ed è attivissima sessualmente (il maschio è molto più grande della femmina). Le sue dimensioni suscitano paura: la lunghezza record registrata è di 3,13 metri e pesa una settantina di chili. Purtroppo per l'uomo, è carnivoro e celebre per il suo sprint sulle prede: fino a venti chilometri all'ora. Azzanna la vittima in un attimo, dopo averla fiutata (vedono male). Sente odore di carcasse fino a dieci chilometri di distanza. Infine, è tutt'altro che socievole con l'uomo. Il varano di Komodo oggi è una specie quasi estinta.

Il Nuovo

 

 
Tartaruga viva 25 anni nelle fogne

30/11/2000

L'animale, ritrovato per caso da un operaio, si trovava nei sotterranei di Sydney. SYDNEY - Ha passato tutta la vita nelle fogne di Sydney. Adesso ha 25 anni, pesa quasi 60 chili ed è stata ritrovata per caso da un operaio. Leonardo, così è stata ribattezzata dai responsabili del Parco Australiano dei Rettili, è un esemplare di tartaruga finito per caso nei sotterranei della capitale australiana. Inspiegabile le ragioni dell'errore e inspiegabile anche come la tartaruga sia sopravvissuta tanto a lungo in un ambiente così ostile. Ora comunque sta bene e porta il nome di uno dei quattro protagonisti ninja del cinema.

Ansa

 

 
Coccodrillo del Nilo trovato nel porto di Ortona, in Abruzzo

24/11/2000

PESCARA, 24 NOVEMBRE - Un giovane esemplare di coccodrillo del Nilo, del peso di un quintale e mezzo e di 65 centimetri di lunghezza, è stato trovato nel mese di luglio scorso, ma la notizia è stata resa nota oggi, nel porto di Ortona (Chieti). Attualmente è ospitato presso il centro recupero rapaci e selvatici del Corpo Forestale dello Stato di Pescara, da dove sarà trasferito in una struttura di accoglienza specializzata nei primi giorni della prossima settimana a causa dell'approssimarsi della stagione invernale. Il Corpo Forestale delo Stato aveva allestito a Pescara un'apposita struttura per gli accertamenti sanitari e il monitoraggio dell'acclimatazione del rettile. La specie è inclusa negli elenchi degli animali in via di estinzione della Convenzione di Washington ed è ritenuta pericolosa per l'incolumità pubblica. Proprio per questa ragione, probabilmente, l'esemplare era stato abbandonato da qualcuno imbarcato su una motonave arrivate la scorsa estate nel porto di Ortona o da un privato cittadino.

Quotidiano.net

 

 
La tartaruga sulla sedia a rotelle

22/11/2000

Un veterinario di Londra ha applicato all'animale, affetto da paraplegia, le ruote di un giocattolo della figlia. Ma precisa: " E' un'operazione da specialisti. Non fatela da soli". LONDRA – Un immenso amore per gli animali e anche un po’ di creatività sono stati gli elementi di quello che potrebbe essere definito come il primo tentativo di trapianto o di costruzione di una sedia a rotelle per una tartaruga. L’artefice è un medico britannico, il dottor Stuart McArthur, che ha compiuto l’operazione di applicazione di alcune ruote ad una tartaruga paraplegica. Il gesto è stato compiuto per restituire la mobilità all’animale e il medico inglese è stato ispirato dai giocattoli della figlia, proprio mentre li rimetteva in ordine. Doris, la tartaruga era afflitta da una malattia degenerativa e il veterinario ha così usato una forte colla per attaccare un piccolo asse alla parte posteriore del carapace di Doris, inserendovi poi le ruote. “Mi sono detto: perché non utilizzare le ruote del Lego per aiutare le tartarughe paraplegiche?”, ha dichiarato McArthur. “Si tratta di un affare molto serio, lo facciamo per aiutare le tartarughe ad avere una migliore qualità della vita”, ha spiegato il dottor McArthur. “Un'operazione del genere può essere condotta solo da specialisti in malattie delle tartarughe, consiglio alla gente di non cercare di farla per conto loro a casa”, ha aggiunto. Gaia Cesare

Il Nuovo

 

 
Compie 170 anni la tartaruga di Darwin

16/11/2000

Il fondatore dell'Evoluzionismo l'aveva catturata alle Galapagos nel 1835. Adesso vive allo zoo di Sydney, dove è stata organizzata una festa in suo onore. MILANO - E' ancora viva, dopo più di un secolo e mezzo, la tartaruga che Charles Darwin (il fondatore dell'Evoluzionismo) aveva catturato sulle isole Galapagos durante un viaggio nel Pacifico a bordo della nave "Beagle". Era il 20 ottobre 1835 e la tartaruga aveva solo 5 anni. Darwin la abbandonò poi in Australia, sulla via del ritorno in patria. Oggi la tartaruga - ribattezzata Harriet - ha compiuto 170 anni e allo zoo di Sydney è stato organizzato un party in suo onore con tanto di torta.

Ansa

 

 
Coccodrillo nel Tifernate: sussurri e grida

19/11/2000

CITTA' DI CASTELLO — Un coccodrillo nel laghetto della frazione di Gioiello (Monte Santa Maria Tiberina). Sarebbe questo l'ultimo incontro ravvicinato tra una bestia selvaggia e l'uomo avvenuto in territorio altotiberino. Che ci farebbe un coccodrillo nelle tranquille acque di un piccolo invaso nascosto nelle colline? La domanda se la sono posta alcuni cacciatori che, nei giorni a seguire l'apertura della stagione venatoria, tra l'enfasi e l'emozione avrebbero avvistato questa enorme bestia dalla lunga coda e i denti affilati che se ne stava tranquilla tra il bagnasciuga del lago. Ma ancor prima che questi potessero dare l'allarme o imbracciare i loro fucili per immortalare la stranezza, l'animale si è ritirato in zona più tranquilla preferendo l'acqua agli occhi indiscreti e curiosi dell'uomo. Che sia questa la leggenda del Duemila?

La Nazione

 

 
Rettili, meglio diffidare

18/10/2000

Le passeggiate in campagna, in collina e nei boschi possono riservare incontri spiacevoli come quelli con rettili e serpenti. Ma non tutti sono velenosi. Chi cattura questi rettili può avere un responso gratuito dal servizio veterinario del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda Usl Bologna Sud che a sede a Zola Predosa in via Risorgimento 151/b (tel. 051 / 755412). Qui i sanitari sapranno dire se si tratta di rettili velenosi o meno.

Il Resto del Carlino

 

 
Coccodrillo: tanta paura per un gioco

17/10/2000

MONZA — «Correte, c'è un coccodrillo sul prato». Il coccodrillo c'era davvero, ma era un giocattolo in plastica. E' successo ieri mattina nel giardino della fabbrica dismessa Fossati-Lamperti nel quartiere San Rocco, ora diventata sede dei giudici di pace di Monza. Al centralino del Commissariato di polizia di viale Romagna è giunta la segnalazione di un avvocato che ha notato il rettile nel prato.Una volante è subito arrivata. Già si pensava ad un appassionato di animali esotici che aveva deciso di sbarazzarsi del cucciolo di alligatore e l'aveva abbandonato.I poliziotti si sono avvicinati con estrema cautela, ma il piccolo coccodrillo non accennava alcun movimento. Infatti non si trattava che di un esemplare in plastica, anche se perfettamente ricostruito, dimenticato probabilmente da qualche bambino. La polizia lo terrà come souvenir, a meno che il padroncino venga a riprenderselo. Stefania Totaro

Il Giorno

 

 
Ragni e insetti: tra passione e fobia

13/09/2000

Stanchi del pesciolino rosso? Compratevi una tarantola. Tutto ciò che spaventa, paradossalmente affascina. Questa regola applicata al rapporto uomo-animale, crea appassionati cultori - non stiamo parlando di etologi, biologi o studiosi del mondo animale - di creature che spaventerebbero e spaventano la maggior parte di noi. Così, dopo serpenti, iguane, coccodrilli, spetta ai ragni la luce della ribalta. E questa situazione si ritrova puntualmente in rete. Vercelli - Una donna crolla a terra. Ai soccorritori ha giusto il tempo di dire: "Mi ha punto una vespa!". Sono state le sue ultime parole perché muore poco dopo il ricovero in ospedale. Cologno Monzese - Un'altra donna è morta cinque giorni dopo il morso di un ragno. Bergamo - Un uomo muore dopo 11 giorni di agonia: è stato punto da un insetto. La paura si diffonde. Paranoia collettiva o siamo di fronte a un nuovo flagello? Gli esperti affermano che tutto è sotto controllo anche se la prudenza è d'obbligo. La sub-tropicalizzazione del clima italiano, la riduzione dei trattamenti antiparassitari, lo spopolamento delle montagne e il diffondersi dei sistemi ecologici di coltivazione creano le condizioni ideali per un ritorno di numerosi insetti - ci spiega il Professor Ballarini docente all'Università degli Studi di Parma, facoltà di veterinaria. Persino l'Organizzazione mondiale della Sanità conferma questa tendenza. Ma come spiegare la presenza in Italia di tarantole o di altri simpatici (?) rappresentanti della famiglia degli aracnidi? I rientri da viaggi nei paesi tropicali, navi e aerei da trasporto che sbarcano le loro merci, senza troppi controlli, nonchè la mania che ha recentemente contagiato molti italiani, hanno creato le condizioni ideali per l'insediamento, ci si augura non troppo stabile, di questi nuovi "amici". Cosa ci spinge ad accogliere in casa un pitone piuttosto che un merlo indiano o un chihuahua, la passione? Diciamocelo pure: è la moda.

 

 

 
Rettili in pediatria? Li cattureremo noi

18/08/2000

PAVIA — Qualcosa si muove sul fronte delle bisce che, ogni estate, si trovano al San Matteo. Il nuovo commissario straordinario, Giuseppe Conac, infatti, il prossimo anno dovrà solo ricordarsi di contattare la sezione lombarda della Societas Herpetologica Italica per avere la necessaria assistenza e procedere alla cattura dei rettili e al loro successivo rilascio in aree naturali. Secondo gli esperti, gli esemplari che raggiungono il reparto di pediatria del policlinico sarebbero dei giovani Colubri - Coluber (Hierophis) viridiflavus - una specie protetta inserita negli elenchi della Convenzione di Berna, per la conservazione della vita selvatica e degli ambienti naturali in Europa che l'Italia ha ratificato nel 1981. In base a questo accordo internazionale è vietata la cattura e le uccisioni intenzionali di molte specie protette tra cui anche questi rettili. Naturalmente, però, trovarseli davanti, soprattutto se ci si trova nella corsia di un ospedale non è cosa piacevole, ma secondo la società Herpetologica esistono diverse modalità di cattura incruenta, rispettosa della Convenzione e che consentano poi di liberare gli animali nel loro ambiente naturale. I Colubri, infatti, sono innocui e molto utili nelle campagne dove contribuiscono al controllo dei vari piccoli roditori. L'importante è che restino nel loro habitat.

Il Giorno

 

 
Allarme del WWF: troppe iguane abbandonate

03/07/2000

Rettili e pappagalli seguono le stessa sorte di cani e gatti "ripudiati" per l'estate. "Così si compromette l'ecosistema" ROMA, 3 LUGLIO - Portarla illegalmente in Italia non è complicato, perché è facile da nascondere, essendo lunga solo pochi centimetri. Ma dopo pochi anni l'iguana può anche superare il metro di lunghezza e dunque essere poco gestibile in un appartamento. E allora la soluzione più comoda per disfarsene è quella di abbandonarla. Accade non solo alle iguane, ma anche a camaleonti, pitoni, tartarughe e altri animali esotici incautamente acquistati durante viaggi all'estero e poi liberati nell'ambiente, a seguire la stessa sorte dei più tradizionali cani o gatti abbandonati nel periodo estivo. L'allarme lo lancia Massimiliano Rocco, responsabile dell'ufficio Traffic del Wwf. Proprio l'iguana ha conosciuto un vero e proprio boom in Italia: se ne comprano oltre 8.000 all'anno. ''In questo periodo - spiega - riceviamo tante telefonate da parte di persone che vorrebbero darci il loro boa, pitone, pappagalllo o tartaruga d'acqua e qualcuno arriva anche a minacciarci, dicendoci 'se non lo prendete voi, lo libero'''. Una volta immessi nell'ambiente, questi animali 'alieni' rischiano di morire in un ecosistema estraneo e spesso ostile, oppure possono provocare diversi danni alle specie autoctone, oltre che alle persone nel caso di animali pericolosi. Ad esempio, osserva Rocco, ''la tartaruga d'acqua americana sta piano piano soppiantando la testuggine palustre italiana, così come il visone e lo scoiattolo americano stanno minacciando i loro 'cugini' europei: è dunque necessario controllare le specie esotiche''. In estate, osserva poi l'esperto del Wwf, ''si moltiplicano i sequestri di animali protetti dalla Convenzione Cites e viene allo scoperto il grande problema della mancanza di 'centri di accoglienza' per questi animali''. Il Wwf, aggiunge, ''fa quel che può accogliendo tanti esemplari nella nostra rete di Oasi: ad esempio abbiamo oltre 3.000 tartarughe nelle nostre aree protette, ma lo Stato non si può disinteressare della sorte degli animali sequestrati e scaricare tutto sui privati e sulle associazioni, tenendo conto che gli zoo sono ormai tutti al completo''. Dunque, prosegue, ''è necessario costruire una rete di strutture dove sistemare questi animali''. Un appello, afferma inoltre Rocco, ''va comunque fatto anche ai cittadini, che devono diventare più sensibili al problema: quando comprano un pappagallo ad esempio, che può vivere anche più di 50 anni, devono capire che dovranno averne cura per tutta la vita e non abbandonarlo come un oggetto usato''.

Quotidiano.net

 

 
Scoperto il "tempio dei coccodrilli"

30/07/2001

Una "nursey" per coccodrilli sacri, questa è stata l'ultima scoperta in Egitto. Le bestie, prima venivano allevate nei templi, poi mummificate e vendute ai pellegrini. PISA - Secondo quanto ha ipotizzato la professoressa Bresciani, docente di egittologia all'Università di Pisa, si trattarebbe di ''una nursery per coccodrilli sacri, che, usciti dalle uova, potevano essere messi nella vasca, probabilmente per un breve periodo, prima che gli animali venissero sacrificati e mummificati''. Un'altra vasca associata a una buca rinvenuta dove sono state trovate sessanta uova di coccodrillo è stata rinvenuta in un secondo edificio poco distante. La scoperta del "tempio dei coccodrilli" di Medinet Madi - ha osservato la Bresciani - confermerebbe quanto ormai appare dalle analisi scientifiche delle mummie di animali rinvenute negli scavi egiziani e che contraddicono le affermazioni del grande storico dell'antichità Erodoto sullo sfrenato amore degli egiziani per gli animali: in realtà questi venivano allevati nei templi per essere poi uccisi, mummificati e venduti ai pellegrini che li deponevano in appositi cimiteri come testimonianza della propria devozione alle divinità adorate nelle diverse località.

Il Nuovo